Ultimo aggiornamento  04 dicembre 2022 12:12

Le youngtimer di Stellantis: muscle car all’europea (3ª puntata).

Edoardo Nastri ·

Il nostro viaggio tra alcuni modelli di maggior successo rivali nel passato ma oggi parte del gruppo Stellantis fa tappa oggi su due vetture che, con un po’ di azzardo, potremmo considerare muscle car all’europea, visto lo stile d'impatto, i motori potenti e i prezzi non eccessivamente alti: Alfa Romeo GTV e Opel Calibra.

Alfa Romeo GTV 2.0 Turbo V6

Nei primi anni ’90 con l’uscita di produzione dell’Alfetta GT ed escludendo la serie limitata SZ di Zagato, Alfa Romeo era rimasta senza una coupé in gamma. Il costruttore italiano decise quindi di porre rimedio presentando al Salone di Ginevra del 1995 le Alfa Spider e GTV, entrambe nate dalla collaborazione tra la Pininfarina e il centro stile del marchio milanese guidato da Walter de Silva.

Dopo una prima produzione nello stabilimento di Arese, nel 2000 la costruzione del modello venne affidata alla Pininfarina a causa del progressivo smantellamento della storica fabbrica di Alfa Romeo. La GTV non fu un successo commerciale: le unità vendute furono circa 40mila e lo stop alla produzione avvenne nel 2004.

La GTV ha un vestito completamente nuovo rispetto ai coevi modelli del marchio con la parte anteriore ispirata a un dardo e il posteriore che richiamava nelle forme e nella disposizione della fanaleria l’ammiraglia 164. Elemento di grande rottura è poi il “cofango” (montato anche sulla Lamborghini Miura), un unico componente in resina che riunisce cofano e parafanghi anteriori.

A livello meccanico questa coupé Alfa Romeo sfrutta la piattaforma a trazione anteriore Tipo2 di Fiat già vista su 155, 145 e 146. Tuttavia la struttura venne modificata per aumentare le prestazioni della GTV: il telaio venne irrigidito e alle sospensioni McPherson anteriori venne affiancato uno schema Multilink al posteriore. Al debutto il top di gamma a livello di propulsori era il 2.0 V6 Turbo da 200 cavalli e 200 newtonmetri di coppia in grado di spingere la vettura a oltre 235 chilometri orari, facendola schizzare da 0 a 100 in appena 7 secondi. 

Opel Calibra 2.0 Turbo 4x4

La Opel Calibra viene presentata per la prima volta nel 1989 al Salone di Francoforte. Come l’Alfa GTV il modello arriva per sostituire una delle coupé più famose del marchio tedesco: la Manta B. I progettisti Opel scelsero di utilizzare la nuova piattaforma dedicata alla berlina Vectra per creare una tre porte sinuosa e ben proporzionata pensata per l’Europa, un mercato che stava in quel periodo venendo invaso dalle coupé giapponesi come Nissan 200 SX, Toyota Celica e Mitsubishi Eclipse.

Il design della Calibra venne affidato a Wayne Cherry, stilista statunitense noto per aver diretto i centri stile di General Motors e dal 1983 di Opel (appartenente al gruppo Gm) dove realizzò tutta la gamma tra la fine degli anni’80 e l’inizio dei ’90 con modelli come Tigra, Corsa e Astra. Per la Calibra, Cherry realizzò un passo lungo e un frontale pulito senza vistose prese d’aria, mentre il posteriore, più squadrato, era caratterizzato da volumi netti ben definiti che aumentavano la presenza su strada del modello. La linea, decisamente profilata, è il risultato di diverse prove aerodinamica effettuate in galleria del vento.

La Calibra (4,5 metri di lunghezza, 1,7 di larghezza e 1,2 di altezza per un peso di 1.200 chilogrammi) è stata uno dei successi di Opel: in oltre otto anni di produzione sono usciti dagli stabilimenti di Rüsselsheim e da quelli finlandesi di Uusikaupunki quasi 240mila esemplari tra versioni aspirate, turbo e addirittura a quattro ruote motrici. La versione top di gamma arriva nel 1992: è la 2.0 Turbo quattro cilindri, 16 valvole, 4x4, un fulmine con catalizzatore di serie in grado di schizzare da 0 a 100 in 6,8 secondi grazie a 204 cavalli e 280 newtonmetri di coppia per una velocità massima di 245 all’ora.

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