Ultimo aggiornamento  14 aprile 2021 18:07

"Detroit Stories", Alice Cooper è tornato.

Linda Capecci ·

Esce il 26 febbraio 2021 "Detroit Stories", l'ultimo album di Alice Cooper: uno degli artisti più "gotici" del rock. Il successo non ha fatto dimenticare all'ex ragazzino della città dei motori, che ha da poco compiuto 73 anni, i tempi duri nei quali i suoi riuscivano a malapena a sbarcare il lunario. Il nuovo lavoro segue l'opera dell'anno scorso "Breadcrumbs", ed è un omaggio al rock di Detroit, tra i più pazzi di sempre. Città con cui, da musicista e performer amante delle auto, ha un rapporto molto profondo. Se il suo alter ego sul palco vive tra trucco dark, ghigliottine e oggetti di tortura, fuori dai riflettori Vincent Damon Furnier - come risulta all'anagrafe - è un tipo tranquillo: sposato da 46 anni, ama il golf e soprattutto le muscle car.

Una passione che gli ha trasmesso suo padre, autista di taxi e venditore di auto usate. "Mio padre era l'unico venditore di auto usate onesto a Detroit negli anni '50: morivamo quasi di fame, ma per noi le auto erano tutto".

I tesori

L'artista vanta un'infinita collezione di quattro ruote che adora modificare: "Quello che voglio da un'auto è che sia high-tech e si possa guidare tutti i giorni. Mica le costruisco per tenerle in salotto!". sostiene il rocker. La prima è stata una coupé: la Ford Fairlane GT gialla del 1966, la sua preferita, eppoi la Studebaker Avanti. Pare che ne abbia avute addirittura cinque. Tra le muscle che guida più spesso, c’è una Mustang Fastback del 1966: con un motore esagerato, che Alice e Chip Saggau, che lo assiste nella manutenzione ed elaborazione delle auto, hanno impiegato più di un anno e mezzo ad assemblare e montare.

Tanti gioielli sono andati all'incanto per beneficienza: una Fastback del '65, rossa e nera, una Ford Custom Coupé del '32, una Auburn Boat Tail Speedster Custom Re-creation del '36, una Chevrolet Chevelle SS 396 del 1966. Tra le vetture messe all'asta da Cooper, anche una Corvette del 1961 - esterni bianchi e interni rossi in pelle - accompagnata da una chitarra Fender Stratoscaster Squier bianco perla, autografata dalla rockstar.

Sonorità cupe

Il nuovo album porta dunque il nome della Detroit dei motori, in cui Alice ha dato vita  una scena rock nuova, dalle sonorità cupe, che rimangono il biglietto da visita del musicista. Una città che musicalmente ha trovato un’identità diversa, horror ma ironica, lontana dalla Los Angeles flower power dei Doors e dalla San Francisco dei Greatful Dead e dei Jefferson Airplane o dalla New York psichedelica e sperimentale dei Velvet Underground. Detroit era la città industriale, dell'hard rock arrabbiato, del punk, del garage. E se i motori di Detroit diventano sempre più puliti, Alice Cooper ama raccontarla con le sue sonorità, sporche e torbide.

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