Ultimo aggiornamento  30 novembre 2021 23:21

L’America “verde” di Kamala Harris.

Anastasia Borra ·

Negli Stati Uniti la politica di elettrificazione della mobilità può contare su un impegno forte della vicepresidente Kamala Harris, oltre che sul presidente Joe Biden. E non è un caso che, fra coloro che con maggiore calore si sono congratulati con la nuova amministrazione, ci sia stata Mary Barra, ceo di General Motors, oggi unica donna tra i massimi dirigenti della grande industria a quattro ruote. Da subito Barra ha parlato del suo entusiasmo di lavorare insieme e condividere la stessa linea di azione. Citando in particolare proprio la nuova vicepresidente. 

Viene dalla California Kamala Harris ed è quindi ferrata in fatto di tutela ambientale e cambiamento climatico. In particolare, negli anni più recenti della sua carriera politica sono stati sempre più frequenti gli interventi a favore di una linea “green”. Nel corso della campagna elettorale per la presidenza, Kamala Harris ha sterzato insieme a Biden affinché gli Stati Uniti tornassero a essere un punto di riferimento nell’innovazione dopo i quattro anni di amministrazione Trump, riportando il Paese per esempio negli accordi di Parigi sul clima. 

Le proposte

Nelle sue proposte, Kamala Harris ha toccato diversi ambiti di azione. Il primo coinvolge l’ambizioso progetto di rendere il 100% dei veicoli circolanti negli Stati Uniti a zero emissioni entro il 2045. Per la vicepresidente è un obiettivo che, con i dovuti finanziamenti e le politiche di sostegno, si può anticipare di dieci anni al 2035. Ha poi rivolto particolare attenzione all’ambito delle autonomie federali: Harris vuole rafforzare il Clean Air Act, con il quale viene data a ogni Stato la possibilità di abbassare ulteriormente le soglie limite di emissioni di carbonio imposte dal governo centrale. In questo modo, si aiuterebbero i costruttori a raggiungere prima gli obiettivi fissati dall’amministrazione Obama, che Trump ha provato a cancellare. 

Parlando direttamente all’industria nazionale, la vicepresidente ha chiesto di potenziare l’esportazione americana. E in una intervista rilasciata a WXYZ Detroit - emittente di Motor City - ha dichiarato  che l’obiettivo è rendere gli Stati Uniti il primo produttore al mondo di veicoli elettrici.

La General Motors le ha risposto accelerando sul programma di trasformazione dei suoi modelli e investendo 27 miliardi di dollari nella produzione di veicoli elettrici per i prossimi cinque anni. Stessa cosa ha fatto la Ford, l’altra grande di Detroit, raddoppiando gli investimenti sull’elettrificazione fino a 22 miliardi. Mentre dei 40 modelli in uscita per il prossimo anno, ben sedici saranno elettrici e il restante adotterà la tecnologia ibrida plug-in. “Se vogliamo avere successo con l’elettrificazione, dobbiamo puntare ai veicoli che sono già popolari”, ha detto il presidente Bill Ford. Nel frattempo la parte americana di Fiat Chrysler, oggi gruppo Stellantis, ha annunciato l’obiettivo di avere per tutta la gamma entro il 2025 modelli sia elettrici che ibridi, a partire da Jeep, il marchio più redditizio.

Kamala Harris spinge anche su un’idea di maggiore inclusività sociale: con il Climate Equity Act, proposto insieme alla senatrice Alexadria Ocasio Cortez e leader dell’ala più radicale del Partito democratico, si vuole ribadire il diritto di ciascun americano a essere coinvolto nelle scelte ambientali senza discriminazioni di qualsiasi tipo. Sostenibilità e diritti.

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