Ultimo aggiornamento  28 febbraio 2021 02:47

I Daft Punk e la Ferrari 412 targata “Human”.

Elisa Malomo ·

Dopo 28 anni di musica elettronica, i Daft Punk si dividono. Il duo “robotico” formato dai parigini Guy-Manuel de Homem-Christo e Thomas Bangalter ha annunciato lo scioglimento non senza una certa originalità che lo ha sempre contraddistinto.

“Epilogue” di fine carriera

È stato infatti con un corto enigmatico pubblicato sul canale YouTube che i dj hanno fatto impallidire gli appassionati di tutto il mondo. Titolo: “Epilogue”. In una landa deserta in stile Nevada, i due camminano l'uno accanto all'altro con la loro tipica tuta di pelle e con il loro casco integrale, quando il membro con la visiera argentata (Bangalter) si ferma. L'altro lo raggiunge. A quel punto, il primo si gira di schiena lasciando che l'amico attivi il timer di un detonatore sulla sua schiena. E poi si allontana. Dopo sessanta secondi, nel silenzio più assordante, Bangalter esplode. Parte la sinfonia di Touch e, sulle immagini di uno spettacolare tramonto, compare la scritta 1993-2021: inizio e fine della loro avventura.

Un finale epico, come tutta la loro carriera. Con un mix di sonorità funk e disco – in gergo French Touch – i Daft Punk, dalle rispettive console, hanno scandito per quasi trenta anni lo scorrere del tempo, collaborando con artisti del calibro di Giorgio Moroder, George Michael e Pharrel Williams. E hanno fatto parlare anche con il film “Electroma” del 2006 in cui i due, allo stesso tempo registi, sceneggiatori e attori, hanno interpretato se stessi, due robot che cercano in tutti i modi di diventare esseri umani.

Umani, dopo tutto

Dei momenti più salienti degli oltre 70 minuti di pellicola ci sono le scene girate a bordo di una Ferrari 412 del 1987 verniciata di nero e targata “California, Human”, a sottolineare la destinazione del loro viaggio. La coupé 2+2 non è sicuramente la più prestazionale fra quelle prodotte a Maranello ma basa la sua filosofia sui concetti di classe, stile, lusso e comodità, tutto quello che serve ai due robot per sfrecciare lungo infinite autostrade a due corsie e procedere con velocità moderata in piccole cittadine ai limiti del surreale.

Cinque anni dopo l'uscita del film, i due decisero di vendere l'auto in beneficenza per raccogliere fondi da devolvere ai terremotati del Giappone. Sulla scia delle voci metalliche della traccia “Human After All”. Umani, dopo tutto.

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