Ultimo aggiornamento  20 aprile 2021 04:07

Elettriche, ricariche pubbliche troppo care.

Linda Capecci ·

Il mercato della mobilità elettrica in Italia continua a crescere: nel 2020 le immatricolazioni sono aumentate del 207,6% (10.577 contro 32.5389 del 2019). Inoltre con gli emendamenti della commissione Bilancio della Camera, che per il 2021 prevedono ecobonus e incentivi in favore dell'energia pulita, le auto a batteria continuano a crescere. 

A mettere il freno sono le infrastrutture di ricarica spesso insufficienti o troppo costose. Proprio per questo durante l'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna, Silvia Zamboni di Europa Verde ha chiesto di abbassare il costo dell'elettricità nelle postazioni di ricarica su suolo pubblico. "Chi si serve delle colonnine pubbliche si trova oggi a dover pagare una tariffa superiore fino a tre volte rispetto a quella delle utenze domestiche -  ha spiegato la consigliera - una situazione che penalizza l'utilizzo dei veicoli elettrici ". Anche per questo, come spiegato da Zamboni, in Emilia-Romagna si sta sviluppando il circuito alternativo Community Charger: una rete di colonnine gestite dai Comuni e da associazioni di automobilisti, che possono così ricaricare le loro auto a un prezzo più conveniente. 

Abbassare le tariffe

"Il governo - ha risposto l'assessore allo Sviluppo economico e Green Economy Vincenzo Colla - sta intervenendo insieme all'Authority per chiedere ai gestori dell'energia elettrica di abbassare le tariffe delle colonnine di ricarica, che sono fra le più alte in Europa. Stiamo trattando con Enel, Terna e le multiutilty per spingere il nostro accordo e accelerare in questo senso, mentre faremo un incontro con i Comuni sulla questione delle Community charger. Abbiamo bisogno di colonnine di ricarica nelle aree industriali e nei piazzali delle aziende, perché solo così potremo sviluppare una filiera industriale più sostenibile".

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