Ultimo aggiornamento  30 novembre 2022 07:20

Subaru, la Outback è tutta nuova.

Angelo Berchicci ·

Subaru ha svelato la nuova generazione di uno dei suoi modelli più apprezzati, la Outback. La crossover della Casa giapponese giunge ora alla sua sesta versione e riceve la nuova piattaforma Sgp, un propulsore più efficiente e maggiori contenuti tecnologici.

Sempre riconoscibile 

Se Subaru è riuscita a ritagliarsi l’immagine di un costruttore originale, quasi di nicchia, lo si deve ad alcune soluzioni tecniche particolari, come il propulsore boxer e la trazione integrale permanente, ma anche a un modello come la Outback. Presentata nel 1994, è stata infatti la prima vettura ad adottare la formula della wagon rialzata, coniugando spazio a bordo e capacità di affrontare percorsi accidentati.

Pur trattandosi di un modello completamente nuovo, l’estetica della vettura non viene stravolta. L’ultima generazione di Outback continua quindi ad essere caratterizzata da una linea muscolosa, la cui vocazione outdoor è sottolineata dalle protezioni in plastica che circondano la parte bassa della carrozzeria.  

I benefici del nuovo pianale

L’auto utilizza ora il pianale Sgp (Subaru Global Platform), condiviso con la XV e con le ultime versioni di Impreza e Forester. Grazie alla nuova piattaforma, la Outback è più lunga di 50 millimetri, e offre maggiore spazio per passeggeri e bagagli. Il vano di carico, in particolare, riceve un’apertura più larga di 20 millimetri e a una forma più regolare, in modo da facilitare il trasporto di oggetti ingombranti, grazie anche a un volume massimo che arriva fino a 1.822 litri ribaltando i sedili posteriori.

I benefici della nuova piattaforma non si fermano allo spazio. Grazie alla sua costruzione con un’elevata percentuale di acciai altoresistenziali, la nuova architettura è più leggera e migliora del 70% la rigidità torsionale della vettura, e del 100% la rigidità flessionale frontale e laterale.

Meccanica rivista

Per quanto riguarda la parte meccanica, possiamo parlare di evoluzione piuttosto che di rivoluzione. Come sulla precedente versione, sotto il cofano troviamo un quattro cilindri aspirato a benzina da 2,5 litri con il tradizionale schema boxer, accoppiato a un cambio automatico a variazione continua e alla classica trazione integrale permanente Symmetrical AWD.

Il propulsore, tuttavia, è stato completamente rivisto per essere più efficiente sul piano dei consumi e delle emissioni, e ha adottato l’iniezione diretta di benzina e il filtro anti-particolato Gpf. Rispetto al propulsore montato sulla precedente Outback, i cavalli rimangono sostanzialmente invariati (ora sono 169, 6 in meno di prima), ma la coppia passa da 235 a 252 newton metri. Anche il cambio Lineartronic è stato modificato per aumentare il numero delle marce “virtuali” disponibili nell’uso manuale, che passano da 7 a 8.

Rimarranno delusi, invece, coloro che si aspettavano l’adozione dell’e-boxer ibrido, ovvero il 2 litri turbo elettrificato montato sugli altri modelli del costruttore, così come non è previsto il boxer da 2,4 litri turbo, la motorizzazione di punta della Outback sul mercato americano. Oltreoceano la vettura ha già debuttato da un anno (diventando la wagon più venduta in assoluto con 152.583 unità), mentre da noi arriverà in concessionaria a fine marzo.

Tecnologia e praticità

Grandi miglioramenti hanno riguardato gli interni, dove l’auto ha ricevuto un nuovo sistema infotainment con schermo touchsreen da 11,6 pollici, dotato di connettività con tutti i principali dispositivi mobili. Un occhio di riguardo è stato dato alla sicurezza, come dimostrano i numerosi sistemi di assistenza alla guida di cui può essere dotata l’Outback, tra cui spicca il Lane Centering Control: grazie a una serie di sensori mantiene l’auto perfettamente centrata all’interno della corsia, mentre la maggior parte degli altri sistemi si limita a impedire il superamento involontario delle linee di carreggiata.

Infine, non mancano soluzioni pratiche o pensate per il tempo libero. Due su tutte: il sensore per l’apertura automatica del portellone non è inserito sotto il paraurti ma nel logo posteriore, in modo da rendere l’operazione più immediata, e le barre portatutto longitudinali possono ruotare in posizione trasversale ed essere utilizzate direttamente per l’ancoraggio di portabici o portapacchi, senza bisogno di ulteriori adattatori.

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