Ultimo aggiornamento  14 maggio 2021 16:48

Draghi e l'auto elettrica.

Redazione ·

C’è da subito anche l’auto elettrica e l’energia che la muove, nel programma illustrato al Senato dal Presidente del consiglio dei Ministri Mario Draghi, intervenuto a Palazzo Madama in apertura del dibattito parlamentare sulla fiducia. Draghi ha parlato di “rafforzamento nelle prossime settimane  della dimensione strategica del programma” che include obiettivi nel settore della mobilità a zero emissioni, a partire dalla produzione di energia da fonti rinnovabili. Non a caso il nuovo primo ministro ha parlato anche di idrogeno e  digitalizzazione, di strumenti per accelerare e facilitare la comunicazione, compreso il 5G. 

Idee chiare sul clima

In particolare Draghi ha citato il Programma nazionale di Ripresa e Resilienza che, “indicherà obiettivi per il prossimo decennio e più a lungo termine, con una tappa intermedia per l'anno finale del Next Generation EU, il 2026. Non basterà elencare progetti che si vogliono completare nei prossimi anni. Dovremo dire dove vogliamo arrivare nel 2026 e a cosa puntiamo per il 2030 e il 2050, anno in cui l'Unione Europea intende arrivare a zero emissioni nette di CO2 e gas clima-alteranti”. Per questo, ha continuato Draghi, “selezioneremo progetti e iniziative coerenti con gli obiettivi strategici del Programma, prestando grande attenzione alla loro fattibilità nell'arco dei sei anni, compreso il 2021”.

La "transizione verde" è tornata anche più avanti nel discorso del primo ministro, quando Draghi ha fatto riferimento alla prossima Conferenza delle Parti sul cambiamento climatico (Cop 26), alla quale l’Italia parteciperà “con una particolare attenzione a coinvolgere attivamente le giovani generazioni, attraverso l'evento "Youth4Climate".

Il mondo post pandemia

In generale Draghi ha parlato nel suo discorso del mondo dopo la pandemia e ha citato anche Papa Francesco ("le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento”). Per il primo ministro, “il riscaldamento del pianeta ha effetti diretti sulle nostre vite e sulla nostra salute, dall'inquinamento, alla fragilità idrogeologica, all'innalzamento del livello dei mari che potrebbe rendere ampie zone di alcune città litoranee non più abitabili. Lo spazio che alcune megalopoli hanno sottratto alla natura potrebbe essere stata una delle cause della trasmissione del virus dagli animali all'uomo”.

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