Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2021 12:59

Lotus 19 Monte Carlo, leggenda all'asta.

Elisa Malomo ·

Due posti, motore centrale e corpo in fibra di vetro. Nel 1960, è così che la Lotus 19 Monte Carlo realizzata da Colin Chapman scendeva in pista per la prima volta con al volante lo smisurato talento di Sir Stirling Moss. A sessantuno anni dall'esordio, la sportiva torna a far parlare di sé grazie alla casa d'aste Silverstone Auctions che il prossimo 27 marzo venderà al migliore offerente l'esemplare con numero di telaio 953 della biposto inglese, l'unico dei 17 costruiti all'epoca e guidato da alcuni dei più grandi nomi del motorsport novecentesco fra cui Graham Hill, Jim Clark oltre che Moss. Il prezzo non è stato reso noto, ma si presume possa raggiungere cifre importanti, proprio come i personaggi della sua storia.

Una storia tutta inglese

Dalle prime sessioni di test e il debutto vincente a Karlskoga, in Svezia, il nome di Stirling Moss è stato una costante nella carriera di questo esemplare Lotus: l'ingegner Chapman, che otto anni prima aveva dato vita alla Lotus Cars, chiamò l'auto Monte Carlo in onore della prima vittoria che Moss firmò sul tracciato monegasco nel 1960. Inoltre, per il pilota britannico la Lotus 19 fu l'ultima vettura guidata prima del suo ritiro dalle corse, nel 1963, quando decise di autografare il cofano posteriore in nome di un legame destinato a vivere negli anni. 

Tuttavia, il periodo di massimo splendore della biposto fu quando gareggiò sotto il nome della British Racing Partnership con alla guida un'altra icona inglese, Graham Hill. Entrato nella galassia Lotus in veste di meccanico, Hill capì per tempo che il suo posto era al volante. Un successo dopo l'altro fino a quando percorse il circuito di Snetterton a una velocità media di 160 chilometri orari, segnando un nuovo record.

Spinta da un quattro cilindri Coventry Climax da 2,5 litri, la #953 ha continuato a dare del filo da torcere alla concorrenza con motore V8 diventando una delle sportive più performanti e vincenti nel Regno Unito grazie anche al talento del pilota inglese Innes Ireland. E oggi, dopo aver segnato l'universo delle competizioni, è in attesa di diventare un autentico pezzo da collezione.

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