Ultimo aggiornamento  06 dicembre 2021 06:57

Apple Car, un progetto globale.

Paolo Borgognone ·

La letteratura sulla nascita della Apple Car – l’auto elettrica e autonoma del gigante californiano – si arricchisce di un nuovo capitolo. A scriverlo stavolta è un’analista della società di investimenti TF Securities, Ming-Chi Kuo, uno dei più famosi esperti di strategie di Apple, considerato estremamente bene informato sulle mosse future dell'azienda fondata da Steve Jobs.

In una lettera ai suoi clienti, Ming-Chi Kuo ha affermato che la prima auto della Mela nascerà in strettissima collaborazione con Hyundai – nonostante i dubbi che ufficialmente il colosso coreano continua ad avere – ma che successivamente la sinergia potrebbe allargarsi ad altri costruttori, in particolare General Motors e Psa.

Piattaforma pronta

Kuo sostiene che la tanto attesa vettura del “Project Titan” sarà costruita sulla piattaforma per veicoli elettrici E-GMP di Hyundai. La filiale del gruppo coreano Mobis si occuperebbe di progettazione e produzione di componenti, mentre mentre il marchio di proprietà di Hyundai Kia sarà responsabile della realizzazione negli Stati Uniti.

Presentata a dicembre, E-GMP – che servirà sia i nuovi modelli Hyudai che Kia - è una piattaforma dedicata per veicoli elettrici a batteria composta da due motori, sospensioni posteriori a cinque collegamenti, asse motore integrato, celle della batteria, sistema di ricarica e altri componenti del telaio rotante. Secondo i coreani, il sistema ha un'autonomia massima di circa 500 chilometri con il pieno di energia e può essere ricaricata all'80% entro 18 minuti.

Un passo alla volta

Kuo è convinto che Apple dovrà per forza rivolgersi – per la produzione e l’assemblaggio di parti della sua vettura – a Case automobilistiche già affermate. I veicoli elettrici contengono da 40 a 50 volte più parti di uno smartphone - sottolinea l'analista -  suggerendo che Apple dovrà fare affidamento su realtà già consolidate e non sarà in grado di costruire la propria catena di approvvigionamento, come ha fatto per dispositivi come iPhone, iPad e Apple Watch, senza incorrere in ritardi significativi. "Crediamo – dice Kuo - che Apple si concentrerà sui suoi punti di forza: hardware e software per la guida autonoma, semiconduttori, tecnologie relative alle batterie, progetti di spazio interno, esperienza utente innovativa e integrazione con l'ecosistema esistente di Apple."

Secondo lo specialista, dati i tempi di sviluppo necessariamente più lunghi, requisiti di convalida più elevati, una catena di approvvigionamento più complessa e un servizio di vendita e post-vendita "molto diverso", la "Apple Car" non potrà arrivare certamente prima del 2025. Data che anzi Kuo considera “aggressiva” per un’azienda alla prima esperienza nel settore.

Sviluppi ulteriori

Quello  di cui l’analista è certo è che “Apple commercializzerà il veicolo come di fascia elevata, significativamente più alto di un veicolo elettrico standard”.

Se la prima "Apple Car" nata in collaborazione con i coreani dovesse avere successo, Apple potrebbe successivamente corteggiare partner regionali come General Motors per il nord America e Psa – da poco fusa con Fca nella neonata Stellantis – per i mercati europei e medio orientali. Difficile invece, per Kuo, che nella mischia possa entrare la Foxconn del gruppo di Taiwan Hon Hai, il più grande produttore al mondo di dispositivi elettronici, già alleato con Apple e che starebbe per lanciare la propria piattaforma per vetture a batteria

Argomento caldo

Le previsioni di Kuo soffiano sul fuoco delle voci che riguardano la "Apple Car". All'inizio di gennaio, Hyundai ha confermato – prima di una parziale marcia indietro  - di essere in trattativa per produrre il progetto automobilistico di Apple. Un rapporto della scorsa settimana afferma che i manager della casa automobilistica sudcoreana stanno discutendo se una collaborazione con la più grande azienda tecnologica del mondo sarebbe un bene per la loro impresa.

"Non è che lavorare con Apple produca sempre grandi risultati", avrebbe detto alla stampa la scorsa settimana un dirigente del gruppo coreano rimasto anonimo. "Apple è il capo. Fanno il loro marketing, prodotti, marchio. La condizione di Hyundai è simile e questo non può funzionare davvero”.

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