Ultimo aggiornamento  14 maggio 2021 09:13

Gm a zero emissioni dal 2035.

Paolo Borgognone ·

General Motors intende produrre – a partire dal 2035 – soltanto veicoli a zero emissioni. La scelta fa parte di un progetto più ampio che porterà il costruttore di Detroit a essere “carbon free” a partire dal 2040.

Per una Casa automobilistica che ha – nel corso del 2020 – venduto negli Usa 2,5 milioni vetture di cui solo 20mila elettriche si tratta di un cambio epocale. Il nuovo impegno fa seguito all’annuncio, arrivato lo scorso novembre, dell’intenzione del costruttore di ampliare il proprio investimento nella ricerca per veicoli elettrici e autonomi, la cui cifra complessiva è stata portata dagli iniziali 20 miliardi di dollari a 27 entro il 2025, più della metà della spesa complessiva prevista dai bilanci.

Il ceo di Gm Mary Barra ha rilasciato una dichiarazione confermando che la Casa ha lavorato con l'Environmental Defense Fund (Edf), un gruppo di difesa ambientale, per "sviluppare una visione condivisa di un futuro completamente elettrico e l'aspirazione a eliminare le emissioni di scarico dai nuovi veicoli leggeri entro il 2035".

Secondo il chief sustainability officer del marchio, Dane Parker, "stiamo adottando tutte le misure per eliminare le emissioni entro il 2035, un obiettivo per noi assolutamente raggiungibile".

Gm ha anche affermato che fornirà energia rinnovabile al 100% per alimentare i suoi siti statunitensi entro il 2030 e quelli globali entro il 2035, anticipando così di cinque anni il suo programma di decarbonizzazione.

Cambio di passo

La scelta di General Motors si inserisce perfettamente nel nuovo corso della politica ambientale americana, radicalmente cambiata dopo l’elezione a presidente di Joe Biden. Il nuovo inquilino della Casa Bianca ha già promesso, tra l’altro, di sostituire la flotta del governo degli Stati Uniti - circa 650mila veicoli - con modelli elettrici.

Un altro aspetto importante di questa nuova politica è la revisione degli standard sull’inquinamento imposti dalla amministrazione Trump e la possibilità per gli stati di definire propri limiti alle emissioni. In particolare questo ultimo argomento ha portato a scontri anche duri tra il precedente governo e la California, tradizionalmente il più avanzato degli stati sull'ambiente. Non a caso una delle prime reazioni all’annuncio di General Motors è venuta dal governatore californiano Gavin Newson che ha parlato di “una scelta che cambia le carte in tavola” e ha invitato il costruttore di Detroit ad abbandonare del tutto il proprio sostegno alle politiche di Trump. A settembre il grande stato dell'ovest ha annunciato che intende vietare la vendita di nuove autovetture e camion a benzina a partire dal 2035 e diversi altri stati, tra cui il Massachusetts, hanno comunicato l'intenzione di seguirne l'esempio.

Reazioni positive

Sicuramente positiva la reazione all’annuncio di Mary Barra da parte di Wall Street: il titolo Gm, cresciuto fino a  +7,4%, ha chiuso la seduta del giovedì in rialzo del 3,5%. 

L'analista automobilistico di Morgan Stanley Adam Jonas ha commentato la decisione dicendo che questa è "basata principalmente su motivi economici” e ha aggiunto che gli investitori dovrebbero cercare di convincere la maggior parte se non tutte le case automobilistiche "a seguire la scelta di General Motors".

Secondo il presidente dell’Enviroment Defense Fund (un gruppo di difesa ambientale senza scopo di lucro attivo negli Usa) Fred Krupp, "con questo straordinario passo avanti, Gm sta dicendo con chiarezza che agire per eliminare l'inquinamento da tutti i nuovi veicoli leggeri entro il 2035 è un elemento essenziale del piano aziendale di qualsiasi casa automobilistica".

Più cauto David Friedman, vicepresidente di Consumer Reports ed ex regolatore automobilistico dell'amministrazione Obama: "Le forti aspirazioni sono importanti e possono essere di ispirazione, ma ciò che muove il mercato e incide sul clima sono piani di produzione risoluti e politiche forti".

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