Ultimo aggiornamento  29 luglio 2021 08:10

Da Estoril a Stellantis: chi è Carlos Tavares.

Paolo Borgognone ·

Non può che essere costellata di sfide la strada che porta Carlos Tavares dalle curve del circuito portoghese dell’Estoril - ai bordi di una piccola città di mare nell’estremo lembo occidentale dell’Europa – fino alla poltrona di capo di una  delle concentrazioni industriali più importanti del mondo nel settore auto con 14 marchi controllati e 400mila dipendenti. A 62 anni, è ceo di Stellantis, il quarto gruppo automobilistico del pianeta con una valutazione di oltre 40 miliardi di euro, dopo avere avuto i primi contatti con le auto nella natia Lisbona, facendo il volontario lungo il circuito portoghese che dal 1984 al 1996 ha ospitato il Gp del Portogallo di F1.

Tavares si trasferisce poi a Parigi perché, come dice lui stesso, “non avevo abbastanza talento e soldi per fare il pilota”. Nella sua vita ha corso comunque oltre 500 competizioni e ancora oggi – impegni e pandemia permettendo – si siede volentieri al volante, indossando un casco, pronto a una nuova sfida. Lo avrebbe fatto anche al Rally di Montecarlo di quest’anno, al volante di una Lancia Stratos, se l’evento non fosse stato cancellato per il Covid-19.

Una vita in Francia

La vita professionale del nuovo ceo di Stellantis è legata alla Francia. Qui, dopo gli studi di ingegneria alla Scuola Centrale di Parigi, entra a far parte di Renault: è il 1981. Tavares – definito da un suo ex collaboratore “un grande businessman che non si venderà mai” - cresce in Renault fino a guidare le operazioni del partner Nissan in Nord America per un biennio e poi diventare il numero due del gruppo con Carlos Ghosn nel 2011.

Una posizione che gli sta stretta. Nell'agosto del 2013, in una intervista a Bloomberg, a sorpresa Tavares dice che farebbe volentieri il numero uno anche altrove. A settembre Ghosn lo caccia e nel giro di due mesi il principale concorrente di Renault, l'altro gruppo francese Psa in grave crisi, lo chiama per fare l'amministratore delegato.

La famiglia Peugeot perde il controllo di Psa ed entrano nell'azionariato per la prima volta lo stato (prendendosi anche la presidenza del consiglio di amministrazione)e i cinesi di Dongfeng. Tavares è operativo dall'inizio del 2014 e grazie a una politica aggressiva di tagli e razionalizzazione dei modelli con più occhio ai margini che ai volumi, il nuovo boss porta rapidamente il gruppo a chiudere con un profitto per la prima volta dopo tre anni di perdite.

Una cura drastica che funziona anche con Opel, filiale europea della Gm in rosso per circa 20 miliardi di dollari da un ventennio, che gli americani gli vendono nel 2017. "Il fattore Tavares – dice  Stephen Reitman, analista automobilistico della banca parigina Société Générale - è stato probabilmente l’aspetto più sottovalutato del piano di ristrutturazione 2014 di Psa. L’operazione Opel-Vauxhall era vista da qualcuno come un passo forse troppo lungo, ma Carlos ha dimostrato che muovendosi con pazienza e ragionando con le persone ci sarebbe stato un cambiamento di posizioni".

La sfida futura

Oggi la nuova sfida di Tavares è tenere insieme le grandi famiglie che hanno fatto la storia dell’automobile in Europa – gli Agnelli-Elkann e i Peugeot – e la politica, visto che lo stato francese ha mantenuto una partecipazione nella società risultante dalla fusione.

Stellantis è l'insieme di 14 marchi portati da Fca e Psa, entrambi in grande difficoltà sul mercato cinese, il più grande al mondo. "Tavares - dice a Bloomberg Carlo Alberto Carnevale Maffe, professore all'Università Bocconi di Milano - sa che il mercato cinese è un obiettivo a medio o lungo termine, ma l'Europa è in questo momento la sfida più avvincente che attende Stellantis. Serve agire riducendo i costi, recuperando la redditività e investendo in nuove tecnologie".

Lontano dal jet set

Tavares viene descritto come un ultra-competitivo con una feroce attenzione per i dettagli. Non tollera che le riunioni inizino tardi o si trascinino e chiede che le presentazioni siano stringate: non più di 5 diapositive, meglio se di meno.

Sempre lontano dal jet set, Tavares evita il raduno annuale della élite mondiale degli affari di Davos, in Svizzera, tanto caro invece a Ghosn, a cui preferisce - se e quando ha tempo libero - le vigne che possiede ancora in Portogallo. Capita che si presenti a eventi con gli abiti di tutti i giorni e che ami passare i fine settimana nella sua casa vicino Parigi, magari armeggiando sulle auto da collezione di sua proprietà, tra cui una Peugeot 504 V6 Coupé del 1979, una Alpine A110 del ’76 e una Porsche 912 del 1966.

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