Ultimo aggiornamento  20 ottobre 2021 19:07

Renault Espace, l'ultima della stirpe.

Edoardo Nastri ·

L’Espace è uno dei modelli più rappresentativi non solo di Renault ma di un’architettura che negli ultimi anni sta scomparendo per lasciare il posto a suv e crossover: le monovolume. Nel piano strategico presentato da Luca de Meo, ceo del gruppo francese, non sembra esserci tuttavia posto per una nuova generazione di Espace. Si punta su modelli elettrificati e a ruote alte di segmento C e D.

Una scelta dettata dagli ormai scarsi volumi dell’architettura e dai conseguenti bassi margini, oggi più che mai necessari a Renault per risollevarsi da una pesante crisi. I numeri di vendita pubblicati da Car Industry Analisys mettono nero su bianco la probabile scelta del gruppo di eliminare del modello dalla gamma. 

Se la prima generazione è stata prodotta in 185mila unità e la seconda in 317mila, il vero successo si ha con la terza e la quarta rispettivamente a 365 e 373mila esemplari. L’ultima, in produzione dal 2015 e che ha già subito un restyling di metà carriera, è al momento ferma a 95mila unità prodotte e nessuno parla di un’erede. Probabile quindi l’addio a un modello che quando è uscito aveva letteralmente rivoluzionato il concetto di auto, passato da mezzo di trasporto a spazio vivibile.

Fuori dagli schemi

Alta, squadrata e fuori dagli schemi, la prima generazione della Renault Espace, prodotta dal 1984 al 1990 e disegnata da Aimé Saugues designer della Matra, la società cui Renault aveva appaltato la produzione del modello, era lunga 4,2 metri e poteva ospitare fino a sette persone in totale confort garantito dal pavimento piatto e sedili girevoli. Gli sbalzi cortissimi favorivano dimensioni compatte, perfette per il mercato europeo. Grazie a una gabbia in lamiera con pannelli carrozzeria in fibra di vetro, l’Espace era leggera, un fattore positivamente influente sui consumi. La base meccanica utilizzata era derivata da quella della R18.

Prodotta dal 1991 al 1996, l’Espace II manteneva l’impostazione generale vista sulla prima serie (il designer è sempre Saugues) aggiornando tuttavia le linee, ora più morbide a favore di aerodinamica. L’abitabilità interna migliora grazie a una maggiore lunghezza, 4,4 metri, e vengono apportate alcune implementazioni tecniche, come la trazione integrale “Quadra”, a richiesta. Grande clamore mediatico fece, poi, l’Espace F1 del 1994, concept car su base Espace II che montava un motore V10 derivato direttamente dalle Formula 1.

Cambio di stile 

Sul mercato dal 1996 al 2003, la terza generazione dell’Espace poteva contare su una reputazione ormai consolidata. Le vendite crescono e l’architettura monovolume inizia ad essere particolarmente amata dalle famiglie europee. L’Espace III, lunga 4,5 metri, è più macchina e meno “scatola” ed è l’ultima versione progettata dalla Matra. Il pianale utilizzato è quello della Laguna e permette di avere più spazio per le gambe di tutti i passeggeri e nel bagagliaio anche con tutti i 7 posti montati.

La quarta generazione della monovolume francese nasce nel periodo stilisticamente più eccentrico della Renault degli ultimi anni. La matita è quella di Patrick Le Quément, autore d’esperienza di vetture particolarmente eccentriche dello stesso periodo come Vel Satis e Avantime. La quarta generazione della monovolume francese, lunga 4,6 metri, è stata, tra tutte, la più venduta. Le linee esterne sono dominate dagli spigoli, in controtendenza rispetto alle superfici morbide dell’interno.

L’Espace di oggi prova ad incontrare i gusti del mercato optando per un’impostazione stilistica che si avvicina ai suv. Disegnata dal team di Laurens van den Acker, lunga 4,8 metri, ha linee più affusolate e dinamiche. In Italia al momento è offerta solo con motorizzazioni diesel e un prezzo di partenza da 44.600 euro. Sarà lei l’ultima della stirpe?

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