Ultimo aggiornamento  16 aprile 2021 05:24

Renault, un futuro più snello e più tech.

Angelo Berchicci ·

“Finora siamo cresciuti come dimensioni, ma non siamo diventati migliori. Bisogna correggere la rotta”. Con queste parole Luca de Meo, ceo del gruppo Renault, annuncia il piano di rilancio del costruttore, chiamato "Renaulution", che punta sull’incremento dei margini di profitto piuttosto che sui volumi di vendita. La ricetta de Meo prevede di tagliare i costi fissi e variabili, razionalizzare componenti e piattaforme (grazie anche all’alleanza con Nissan e Mitsubishi) e rendere più efficiente la spesa. Un'azienda insieme più snella e sempre più tech.

Una carrellata di novità per quanto riguarda la strategia di prodotto, 24 nuovi modelli di cui 10 elettrici entro il 2025 per i marchi Renault, dacia, Alpine e Lada. Più attenzione a elettriche e segmento C per Renault, con la nuova famiglia Mégane in arrivo e la rivisitazione in chiave moderna e a zero emissioni della storica Renault 5. Dacia continua a presidiare il low cost e si espande nel segmento dei suv medi, Lada rispolvera la Niva e diventa un brand volto all’off-road, mentre Alpine sarà un marchio 100% elettrico e annuncia una futura sportiva con Lotus. Per i veicoli commerciali arriva l’idrogeno.

Focus sui margini

“Negli anni precedenti l’azienda ha rincorso l’obiettivo di superare le 5 milioni di unità vendute, fermandosi a 3,6 milioni nel 2019. Come risultato, il ritorno sui capitali si è abbassato del 50% tra il 2015 e il 2019, e il nostro punto di pareggio si è allontanato. E tutto questo prima dello scoppio dell’epidemia di coronavirus. E’ chiaro che ora le cose devono cambiare”.

Il nuovo obiettivo di Renault, secondo Luca de Meo, è quello di raggiungere margini del 3% entro il 2023, con un flusso di cassa 3 miliardi di euro, da portare a 6 miliardi entro il 2025, quando i margini dovranno essere almeno del 5%. Per fare questo sarà necessario concentrarsi su mercati e segmenti più profittevoli, condurre le giuste politiche di prezzo, ma anche ridurre fortemente le spese.

Tagli ai costi

Rispetto al piano annunciato nella primavera 2020 dal presidente del gruppo Jean-Dominique Senard, il taglio dei costi fissi viene accelerato e diventa più consistente, ammontando ora a 3 miliardi di euro annui da raggiungersi entro il 2025 (ma dovranno essere 2,5 miliardi già tra due anni).  

Una cura drastica, che si tradurrà nella razionalizzazione di piattaforme (da 6 diventeranno 3, condivise con i partner dell’Alleanza) e powertrain (da 8 famiglie di propulsori si passerà a 4, 2 per l’ibrido e i motori a combustione e 2 per le elettriche), nella riduzione delle spese per la ricerca e sviluppo (dal 10% si scenderà all’8%, dal momento che la maggior parte degli investimenti nell’elettrificazione è alle spalle), ma anche nell’adeguamento della capacità produttiva, il cui livello ottimale sarà raggiunto nel 2025 con 3,1 milioni di unità (da 4 milioni nel 2019).

Nessun dato è stato diffuso per ora circa le ripercussioni sull’occupazione, ma de Meo ha tenuto a precisare che la riorganizzazione “verrà condotta nel pieno rispetto di tutti gli stakeholder, e in particolare della nostra forza lavoro”. Oltre alla già preventivata riconversione dello storico stabilimento di Flins, che diventerà un polo per le nuove tecnologie, il gruppo ha ora annunciato il progetto di un impianto dedicato esclusivamente alla produzione di auto elettriche, che sarà il più grande d’Europa e verrà realizzato probabilmente nel nord della Francia.

La Renault 5 ritorna elettrica

“Per rendere profittevole il nostro business non possiamo operare solo sul piano finanziario, ma è fondamentale mettere mano anche alla strategia di prodotto – ha affermato de Meo. Come Renault abbiamo perso terreno nel segmento C, dove eravamo tra i leader negli anni ’90, grazie alla Mégane. Oggi il 68% delle nostre vendite viene dal segmento B, e solo il 20% dal segmento C, che in Europa è il più profittevole”.

“Dobbiamo colmare questo squilibrio, e lo faremo grazie a una nuova famiglia di vetture medie, che riprenderà il nome della Mégane. La prima di queste vetture arriverà il prossimo anno, sarà un’elettrica ispirata alla concept Mégane eVision. Si tratterà di una rivoluzione nel suo settore, grazie a una piattaforma di connettività sviluppata in joint venture con Google”.

Saranno 14 i nuovi lanci per Renault entro il 2025 (24 per quanto riguarda l’intero gruppo), di cui la metà sarà costituita da vetture elettriche. Tra queste ci sarà una rivisitazione in chiave moderna della storica Renault 5, di cui de Meo ha svelato il prototipo in occasione della presentazione virtuale, dichiarando solamente che la vettura avrà un prezzo accessibile a molti. Renault, inoltre, lancerà presto sul mercato una famiglia di veicoli commerciali leggeri mossi da un powertrain a idrogeno, frutto della joint venture con l'azienda americana Plug Power.

Le novità di Dacia, Lada e Alpine

Dacia rimarrà a presidiare il segmento low cost, ma vedrà importanti novità come il debutto di 7 nuovi modelli entro il 2025, uno dei quali sarà un suv di segmento C, di cui è stato svelato il concept (chiamato Bigster) in occasione della presentazione virtuale. Dacia vedrà inoltre l’arrivo dei powertrain ibridi E-Tech sviluppati da Renault, e amplierà le sinergie con il brand russo Lada, che diventerà un marchio globale votato all’off-road duro e puro, grazie alla rivisitazione in chiave moderna della fuoristrada Niva.

Il marchio Alpine, infine, verrà rilanciato e diventerà 100% elettrico. Il brand riunirà in sé le precedenti vetture a marchio Renault Sport e le attività agonistiche della Casa, tra cui il team di Formula 1, che avrà un ruolo centrale per l’immagine di Alpine. Il costruttore, inoltre, svilupperà un’esclusiva sportiva a batteria in collaborazione con Lotus.

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