Ultimo aggiornamento  17 gennaio 2021 20:32

A tre ruote nel gelo scozzese.

Thomas Geiger ·

L'articolo è integralmente ripreso dal numero 38 de l'Automobile di Marzo 2020.

EDIMBURGO - Avete presente lo humor britannico? Ecco, una Casa automobilistica come l'inglese Morgan corrisponde perfettamente a quel tipo di umorismo. Chi altri costruirebbe oggi una tre ruote solo perché è una tradizione dell'azienda da 110 anni? Allo humor il costruttore di Malvern ha aggiunto l'idea di fare un viaggio di quasi 1.000 chilometri infossati in una specie di canoa dove ci si sente senza controllo. E per di più a gennaio. Ma lo faccio. "Sei tutto matto, crucco", mi dicono. E siccome lo humor britannico non tradisce mai, hanno pure montato degli pneumatici invernali e una tela cerata per proteggere questo triciclo dal vento e dalla pioggia quando è parcheggiato. Durante il viaggio, invece, non ci sarà tetto o capote che protegga - e siamo nel pieno dello sferzante inverno scozzese, con un lunotto grande si e no come una mano al posto del parabrezza. Ah sì, certo: l'auto in prova non ha riscaldamento.

La destinazione è North Coast 500 (NC500), una strada panoramica di oltre 800 chilometri che si snoda lungo la costa settentrionale della Scozia. Esiste da sempre ma è stata rilanciata di recente come itinerario turistico perché collega molte località delle Highlands. Una specie di versione europea della Route 66 americana. Il tour sulla tre ruote della Morgan è una sfida, anche un veicolo come la 3 Wheeler potrebbe sparire dopo la Brexit. È tuttavia solo stupido che l'avventura cominci molto prima della NC500. Il problema è che la Morgan ha pochi concessionari persino nel suo Paese e la 3 Wheeler devo prelevarla a Edimburgo e farmi poi tre ore di viaggio verso nord che sono come un passaggio attraverso l'inferno. "Ceud Mile Fàilte", benvenuti in Scozia, dice il cartello.

Difficile trovare in Europa un'altra regione così inospitale in una sera di gennaio. Una tempesta che arriva dalla costa dell'Atlantico ruggisce e fa cadere grossi fiocchi gelidi sul Parco nazionale di Cairngorms. E in mezzo a questa bufera io sono qui su un'auto sportiva grande come un giocattolo e veloce come una vasca da bagno su rotelle. La neve mi accompagna dall'avvio ufficiale del tour, che percorro in senso antiorario, perché così la parte più noiosa è all'inizio. Di noioso c'è tanto. Voglio dire: il panorama è magnifico e la costa est mostra il suo lato più selvaggio nella tempesta. Ma la strada è troppo regolare per divertirsi. La Morgan potrebbe arrivare alla sua velocità massima di 185 km/h, ma è solo a nord di Wick che la strada diventa più stretta, si libera dal traffico e al freddo si unisce la solitudine. Qui incrociare un agente della stradale è probabile come vedere risalire Nessie dal lago di Loch Ness.

Felice a ogni curva

La solitudine diventa un problema solo quando la Morgan ha sete o il conducente ha fame. Perché in questa stagione priva di turisti non ci sono né stazioni di servizio né ristoranti. Sei però felice a ogni curva. A ogni svolta la vista cambia, appaiono una nuova baia, un lago, la foce di un fiume o una solitaria vallata delle Highlands, e il subconscio fa partire la colonna sonora che più combacia con questo scenario - a me viene in mente qualcosa di Freddie Mercury. La felicità cresce perché la Morgan finalmente può dare il meglio di sé e prova a dimenticare di essere una tre ruote: ora è molto più vicina a una motocicletta o a un'auto da corsa di qualunque moderna supercar costruita più a sud - che sia Woking, Zuffenhausen o l'Italia. Piccola, leggera, maneggevole: trasforma la strada di campagna in un piacere fatto di velocità.

Al crepuscolo, col cielo tutto coperto di nuvole, lo scenario fa un po' rabbrividire, ma anche nelle baie solitarie e tra le rovine di antichi castelli è inutile temere gli spiriti maligni. Persino nell'entroterra pieno di fantasmi, dove nella nebbia si stendono le paludi, non incontrerete alcun demone: la tre ruote ha un rombante motore da 62,5 cavalli e i pistoni ballano allegri nei cilindri da un litro facendo un rumore che ricorda i rimorchiatori nel porto di Amburgo. Lo scoppiettio è abbastanza forte da convincere le creature della notte a restare nei nascondigli. Se Nessie esiste veramente, non è stasera che uscirà fuori dal suo lago.

Arrivederci Morgan

La 3 Wheeler pesa meno di 600 chili. È così che si batte qualunque automobile al semaforo, raggiungendo i 100 all'ora in 6 secondi e sentendosi come il Barone Rosso sul suo aereo da caccia. Ma ci vuole prudenza. La Morgan non ha dispositivi elettronici che ci vengono in aiuto e gli pneumatici invernali sono un fragile miracolo ingegneristico. Si legano saldamente al sottile strato di neve e assicurano sufficiente aderenza sulla strada bagnata, ma serve comunque parecchia sensibilità per tenere la tre ruote in rotta.

Mancano solo tre ore al castello di Inverness. Prima di una doccia calda e prima di fare capolino nella Glen Ord Distillery. La mia gola ha bisogno di una piccola medicina per far salire senza sforzo le ultime parole di commento a questo giro: "Beannachd", arrivederci. Quando saluto così uscendo dal locale, i britannici intorno a me ritrovano il loro sense of humor e attaccano a ridere sonoramente. Forse la mia pronuncia o per come me ne vado via - non saprei. Non importa. Perché "Beannachd" è la parola giusta: in questo posto voglio sicuramente tornare. E sulla Morgan. Arrivederci, quindi. Ma in estate.

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