Ultimo aggiornamento  21 giugno 2021 18:31

Jack Ma, primo venditore di auto online cercasi.

Francesco Paternò ·

Di mercato online di automobili si parla dall’inizio del terzo millennio, ma solo Jack Ma, ricco imprenditore cinese a capo del colosso di e-commerce Alibaba, è riuscito a venderne 380mila sulla sua piattaforma Tmall in dieci giorni, come è accaduto nei cosiddetti Singles’ day in Cina nel novembre scorso. Un primato mondiale, se si leggono i dati del rapporto di Boston Consulting Group pubblicato in settembre  (“Will consumers finally be able to buy new cars online?”), secondo cui in Europa e negli Stati Uniti solo lo 0,5% del mercato è passato per il web nel 2020. Cioè grosso modo meno di 50mila e di 75mila unità.

Il business dell'automotive

Nel campo della mobilità, Jack Ma con la sua creatura principale, Alibaba (di cui detiene solo il 4,8% e non è più presidente dal 2019 ma tutto resta sotto le sue mani), avvia nel 2015 Alibaba Automotive. Poi fa un accordo con Mini e Jaguar Land Rover in Cina per lo sviluppo dell'esperienza di acquisto online di modelli dei tre marchi. Nel luglio del 2016 lancia una "Internet car", partner è il gigante dell'auto Saic. Successivamente investe sulla start up cinese AutoX, che sviluppa sistemi di guida autonoma con sperimentazioni sia in California che in grandi città della Cina, da Shanghai a Shenzen a Wuhan. Perché anche lì come negli Stati Uniti, tech e finanza si stanno allargando all’automotive: in campo ormai ci sono attori che si chiamano Baidu, Tencent e appunto Alibaba. Ma ora di Jack Ma si sono improvvisamente perse le tracce e il suo impero è a rischio “spezzatino” da parte delle autorità cinesi.

Logica da "banco dei pegni"

Ex insegnante di inglese, una fortuna personale pari a 58,3 miliardi di dollari e secondo uomo più ricco di Cina secondo Forbes, fin qui un "capitalista modello" per il Partito comunista cinese, Jack Ma ha 56 anni e l’ultima volta che è stato visto in pubblico è stato il 24 ottobre. Quando, parlando a una conferenza a Shanghai, ha criticato pesantemente governo e sistema bancario di Cina, che avrebbe una operatività da “banco dei pegni”.

Da allora l'uomo è sparito dalla circolazione. Nel frattempo a novembre le autorità hanno bloccato la quotazione in Borsa a Shanghai del suo colosso finanziario Ant, operazione stimata da ben 37 miliardi di dollari, e a dicembre l’antitrust cinese ha avviato indagini su “sospette pratiche monopolistiche” di Alibaba. Segnali che sembrano mettere a rischio l’impero, mentre circolano voci che gli sia stato ritirato il passaporto e che sia agli arresti. Come che stiano le cose, andare fuori “linea” nella Cina di Xi Jinping resta molto pericoloso, anche per un uomo ricco e potente come Jack Ma.

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