Ultimo aggiornamento  18 settembre 2021 07:01

Thesis, l'ultima ammiraglia Lancia.

Edoardo Nastri ·

La vita della Thesis, l’ultima ammiraglia Lancia, non fu facile fin da subito. Per dare un’erede a modelli come Thema e K, diventando così la punta di diamante della gamma Lancia, il centro stile del costruttore torinese si mise in gioco studiando un design completamente rivoluzionario e ottenendo uno stile che divise. La Thesis non assomigliava a nessuna altra Lancia né a nessun'altra concorrente.

Le basi di partenza furono mostrate al mondo dalla concept car Dialogos (presentata al Salone di Torino nel 1998), forse una delle Lancia più eleganti di sempre, disegnata da matite d’eccellenza: Mike Robinson, capo del centro stile e successivamente numero uno del design Bertone, Marco Tencone per gli esterni (oggi capo dell’Exterior Design di Alfa Romeo), Flavio Manzoni per gli interni (oggi numero uno del design Ferrari) e Pietro Camardella (papà delle Ferrari F40 e Mythos). Il modello di serie non si discostava più di tanto dalle forme generali della concept car.

Fuori dagli schemi 

Da quella proposta nacque la Thesis, ultima ammiraglia Lancia e sintesi di richiami al passato e visioni del futuro, prodotta dal 2002 al 2009 e venduta in circa 16mila esemplari, tutti usciti dagli impianti del gruppo Fiat a Torino, in particolare da Rivalta e Mirafiori. Dopo il flop della Lancia K, la Thesis avrebbe dovuto sollevare le vendite del marchio in crisi, ma non venne capita da un pubblico forse troppo tradizionalista e la sua reputazione venne rovinata presto a causa di diversi problemi tecnici. 

La vettura aveva un design fluido, fatto di linee morbide, cromature e diverse curve. Le proporzioni - 4,8 metri di lunghezza, 1,8 di larghezza, 1,4 di altezza e 2,8 di passo - erano in linea con la concorrenza che all’epoca si chiamava Audi A6, Bmw Serie 5 e Mercedes-Benz Classe E. La Thesis era un concentrato di tecnologia: dai sottilissimi fari posteriori a Led, una vera innovazione per l’epoca, al freno a mano elettrico, dal sistema d’accesso senza chiave alle raffinate sospensioni Skyhook a controllo semi-attivo.

L’eleganza formale degli esterni si ritrovava negli interni, caratterizzati da materiali di pregio tipicamente Lancia come Alcantara scura o chiara, o morbida Pelle Frau. La radica avvolgeva l’abitacolo arrivando a essere applicata perfino sulle modanature della leva del cambio manuale o automatico. Al centro della plancia spiccava lo schermo del sistema multimediale che poteva essere dotato di navigatore satellitare, telefono GSM e anche la televisione. Gli amanti della musica potevano scegliere tra gli optional l’impianto hi-fi Bose da 300 Watt di potenza.

Le versioni speciali 

Nell’arco della sua carriera la Thesis conobbe diverse edizioni. Oltre all’allestimento speciale “Protecta”, versione blindata usata principalmente dalle alte cariche dello Stato italiano tra cui il Presidente della Repubblica, per i 100 anni di Lancia venne prodotta la versione “Centenario” caratterizzata da verniciatura bicolore e interni in pelle Frau rossa. La carrozzeria torinese Stola nel 2004 realizzò anche una versione limousine, presentata al Salone di Ginevra, mentre la stessa Lancia costruì un modello speciale a passo lungo dedicato agli spostamenti personali di papa Giovanni Paolo II.

Gli allestimenti tradizionali della Thesis erano due: Executive ed Emblema. Successivamente al lancio venne introdotta una versione Business più povera nell’equipaggiamento – interni in tessuto e sospensioni tradizionali - e appositamente pensata per le flotte aziendali. Al debutto la Thesis veniva venduta con tre motori a benzina – 2.0 Turbo da 185 cavalli, 2.4 aspirato da 170 cavalli o 3.0 V6 da 215 cavalli di derivazione Alfa Romeo (rimpiazzato nel 2004 dal 3.2 V6 da 230 cavalli) – e un diesel, il 2,4 nelle potenze di 150, 175 (dal 2003) o 185 cavalli (dal 2006). 

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