Ultimo aggiornamento  29 settembre 2021 00:46

Ford RS, 50 anni di performance.

Elisa Malomo ·

È il 1970 quando, sulla scia dei successi sportivi europei della berlina Cortina (1963), la filiale inglese di Ford decide di dedicarsi alla creazione di potenti vetture da corsa. Nasce così la Ado (Advanced Vehicle Operations) e con essa la sigla RS (Rallye Sport) che fa il suo esordio sulla carrozzeria della Escort 1600 Mk1, il primo di 30 modelli Ford ad alte prestazioni destinati a scrivere un capitolo importante della storia del motorsport mondiale. 

Sulla Escort, la novità del badge “RS” è visibile sotto il cofano, dove si fa spazio il potente motore Cosworth, per la prima volta su una Ford di serie: si tratta di 4 cilindri 1.6 16V, trazione posteriore e cambio manuale a 4 marce. Lo scatto da 0 a 100 segna sul cronometro 8,9 secondi, mentre sul tachimetro, i 182 chilometri orari si raggiungono senza sforzi. In questa configurazione, la vettura dominerà le competizioni diventando un “nemico pubblico” nelle gare di rally, rallycross e turismo.

Marchio di fabbrica

Nello stesso anno, le due consonanti rivoluzionano un altro modello del colosso di Detroit: la coupé Capri RS 2600, la prima Ford europea a iniezione. Dati tecnici alla mano, con i 150 cavalli di potenza supera la barriera dei 200 chilometri orari diventando così la Capri più vittoriosa di sempre. Destinata al mercato tedesco e con guida a sinistra, ne vengono prodotti solo 4 mila esemplari. Ma la storia delle RS è appena iniziata.

Nel corso degli anni, dalle officine della Advanced Vehicle Operations escono pezzi unici come le Escort RS 2000 Mk1 (1973), RS2000 Mk2 (1976) fatta eccezione per la RS Turbo Mk3 (1984), la prima Ford europea con motore turbo sviluppata dalla divisione SVE (Special Vehicle Engineering), nata del 1980. Sin dall'atto di nascita, alcuni modelli sono destinati a restare impressi nell'immaginario collettivo. È il caso della Ford RS 200 (1986), disegnata dalla carrozzeria Ghia di Torino e sviluppata nella galleria del vento di Colonia grazie all'aiuto del 3 volte campione del mondo di F1 Jackie Stewart. Con questi nomi alle spalle, l'auto domina per decenni la scena del WRC (World Rally Championship), soprattutto nella variante “Evolution” da 580 cavalli di potenza.

Sotto il segno di “Cosworth”

Il viaggio di Ford nel mondo delle competizioni è stato reso possibile anche grazie all'efficienza dei motori Cosworth, il cui nome ha fregiato alcuni dei modelli più importanti della serie. Dalla Sierra RS del 1986, ricordata per il suo vistoso alettone aerodinamico e per le velocità siderali raggiunte a 232 chilometri orari, alla Escort del 1992 che, dal suo ingresso sull'asfalto, ha fatto incetta di titoli europei.

La fine di un'era?

L'ultimo modello in ordine di tempo a sfoggiare la sigla sportiva è stata la Focus RS Mk3 del 2016, considerata da molti la migliore hatchback di sempre. Da vera rally replica, è equipaggiata con un motore Ecoboost da 2,3 litri e 345 cavalli, in grado di segnare un tempo di 4,5 secondi nello scatto da 0 a 100, fino a una velocità massima di 266 chilometri orari. Prestazioni che hanno portato il team sportivo Ford a crearne la versione “Rx” ancora più potete, spinta oltre il limite dai piloti Ken Block e Andreas Bakkerud in occasione del campionato Rally Cross del 2017.

Lo scorso marzo, la notizia: la nuova Ford Focus RS prevista per il 2020 non vedrà la luce a causa degli ingenti costi di produzione e i limiti alle emissioni di CO2. E con essa potrebbe andare in pensione anche la leggendaria sigla RS. Sarà quindi la fine di un'era? Presto per dirlo, ma se così fosse le prossime lettere a designare le performance in Casa Ford saranno d'ora in poi quelle di “ST” (Sport Tecnologies).

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