Ultimo aggiornamento  19 ottobre 2021 16:36

Citroën XM, l’ultima ammiraglia di Bertone.

Edoardo Nastri ·

Le origini della Citroën XM, ammiraglia del costruttore francese prodotta dal 1989 al 2000, contrariamente ad altri modelli, non sono facilmente collocabili nel tempo. Il primo documento ad attestarne l’esistenza è il “5° Riferimento”, un dossier con i principi generali cui avrebbero dovuto attenersi i progettisti, datato settembre 1984.

La realizzazione dello stile della XM causò lo scoppio di un caso diplomatico. Il costruttore francese lanciò un bando di gara destinato ai creativi di diversi centri stile indipendenti e di marca (compreso quello Citroën di Velizy) e arrivarono quattro proposte: la prima, appunto, realizzata internamente da Daniel Abramson e supportata dal capo del design Carl Olsen, i disegni della carrozzeria Bertone (realizzati da Marc Deschamps), la visione dello Studio Innovazioni di Carriére-sous-Poissy e, infine, una proposta personale di Marcello Gandini.

Un caso diplomatico 

La scelta del management ricadde sulla proposta della carrozzeria Bertone, ritenuta maggiormente innovativa e più distante dalla CX, la berlina che la XM avrebbe dovuto sostituire. Il fatto provocò le immediate dimissioni di Olsen che ritenne un affronto e uno spreco di denaro affidare l’intera progettazione stilistica a una carrozzeria esterna.

Quello che colpì maggiormente Xavier Karcher, presidente dal 1979 di Citroen, fu il disegno squadrato del parafango posteriore: Marc Deschamps e Nuccio Bertone lo avevano pensato - e disegnato su un tovagliolo di carta Air France durante un viaggio aereo verso Parigi - come parte proporzionale alla linea di cintura ribassata che dava grande luminosità all’abitacolo e al tempo stesso un aspetto fresco e moderno.

Alla fine del 1985 il progetto XM entrò nell’ultima fase di conferma con tanto di costi alla mano - 150 milioni di dollari per progettazione e sviluppo – e nel dicembre del 1986 venne realizzato il primo prototipo marciante, seguito l’anno successivo da una pre-serie di 22 auto e nel 1989 di 160 esemplari per il collaudo.

Interni all'avanguardia 

Gli interni, decisamente comodi e spaziosi, presentavano alcuni particolari all’avanguardia: dai sedili anteriori a regolazione elettrica ai comandi al volante, dal pannello di controllo che segnalava la mancata chiusura di portiere o alcune anomalie del motore alle bocchette d’areazione per i sedili posteriori. La guida era tarata sul comfort, un punto imprescindibile per un’ammiraglia Citroën e perfettamente riuscito grazie al sistema di sospensioni “Idrattive”, di fatto delle idropneumatiche a controllo elettronico, che permettevano il classico effetto tappeto volante sui fondi dissestati e un assetto più rigido tra le curve.

Prodotta in più di 330mila esemplari, la Citroen XM (lunga 4,7 metri, larga 1,7 e alta 1,3) arrivò nei vari mercati europei nel 1989 e l’anno successivo si aggiudicò il premium Auto dell’Anno. Al lancio l’ammiraglia francese poteva essere scelta con i benzina 2.0 da 115 o 130 cavalli o 3.0 V6 da 170 cavalli, o spinta dai 2.0 quattro cilindri a gasolio da 83 o 110 cavalli. Le sue rivali furono diverse: dalla cugina Peugeot 605 all’Alfa Romeo 164, dalla Fiat Croma alla Ford Scorpio dalla Lancia Thema alla Saab 9000.

Nel 1991, al Salone di Francoforte, venne presentata anche la variante station wagon XM Break e nel 1994 conobbe un restyling estetico. La XM fu l’ultima ammiraglia disegnata dalla carrozzeria Bertone (particolarmente amata da Nuccio Bertone che spesso la utilizzava anche per i suoi spostamenti personali), in grado di far coesistere il comfort tipico delle vetture francesi con il fascino e l’innovazione dello stile italiano. 

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