Ultimo aggiornamento  11 maggio 2021 03:17

Lancia Hyena, all'asta la coupé “verde Zagato”.

Elisa Malomo ·

Sul catalogo della casa d'aste Rm Sotheby's se ne vedono di tutti i colori. L'ultimo, in ordine di pubblicazione, è il verde della Lancia Hyena Zagato, l'esemplare numero 15 dei soli 25 totali realizzati nei primi anni novanta in collaborazione con la carrozzeria italiana sulla base della tanto amata Delta Hf Integrale, secondo molti una delle migliori auto da rally mai prodotte. Il prezzo è ignoto, ma per farsi un'idea del valore, basti pensare che una vettura della stessa serie è stata venduta lo scorso febbraio per circa 200 mila euro.

Come nuova

Le condizioni del modello, si legge, sono pressoché perfette, a tal punto da dare l'impressione di essere appena uscito dalla fabbrica, se non fosse che sulle documentazioni, vendute insieme a tutto il pacchetto, ci sia scritto “anno 1994”. La carrozzeria, verniciata del celebre “verde Zagato”, non mostra i segni del tempo e nell'abitacolo, precisamente sul tachimetro, sono segnati poco meno di 9 mila chilometri.

Cosa ha di speciale questo esemplare? Le firme di Elio e Gianni Zagato (figli del designer Ugo, nonché fondatore dell'azienda) incise su una fiancata. Infatti, proprio questo esemplare è stato uno dei due esposti alla presentazione ufficiale della Hyena in Germania. Nell'annuncio sono inclusi anche due chiavi, il telo copriauto, la cassetta degli attrezzi originale, il manuale d’uso e tutta la cronologia degli interventi effettuati nel corso degli anni.

Fuori Zagato, dentro “HF”

Il ruolo di Zagato non è da considerarsi alla stregua di collaborazioni come quelle con Aston Martin, Alfa Romeo o Lancia stessa. L'idea di trasformare la Delta HF Integrale in una piccola coupé in serie limitata è stata di Paul Koot, distributore Lancia in Olanda. Una volta che la proposta giunse ai manager della Casa italiana, però, venne respinta. A quel punto, fu proprio Zagato a sposare il progetto, realizzando solo 25 esemplari dei 500 inizialmente stimati a causa degli elevati costi di produzione.

Il risultato finale fu una vettura che manteneva la meccanica a trazione integrale della derivata (motore 2 litri di origine Fiat da 250 cavalli, 45 in più dell'originale), ma con passo accorciato, peso ridotto e materiali compositi leggeri per aumentarne le prestazioni sportive. Le linee, inoltre, si allontanavano da quelle squadrate della HF per diventare più filanti.

Anche se il progetto si rivelò fallimentare, oggi, a distanza di ventisei anni, la Hyena si appresta a vivere una seconda giovinezza come una delle auto più ricercate tra i collezionisti. 

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