Ultimo aggiornamento  24 ottobre 2021 14:54

Tre berline che non vedremo in Italia.

Angelo Berchicci ·

Berline a tre volumi, per lungo tempo la tipologia di automobile per eccellenza, scalzata negli ultimi anni dall’enorme crescita di suv e crossover. Il segmento delle “sedan” è stato colpito più duramente in Europa che in America, dove – dopo le vetture a ruote alte – continua a essere la tipologia di carrozzeria più richiesta (mentre nel Vecchio continente preferiamo utilitarie e compatte).

Di conseguenza, oltreoceano è possibile trovare numerosi modelli a tre volumi non commercializzati in Europa. Andiamo a scoprire tre berline che non vedremo sulle strade italiane, ma che per contenuti tecnologici ed estetica potrebbero risultare interessanti anche nel nostro Paese.

Toyota Camry

La Toyota Camry è la regina indiscussa del segmento. Introdotta nel 1982, è stata venduta in oltre 19 milioni di esemplari (diventando uno dei modelli più diffusi della Casa giapponese assieme alla Corolla e al Land Cruiser), e attualmente continua a essere la tre volumi più richiesta al mondo, con vendite annue che superano le 700mila unità.

Il suo mercato di riferimento è il nord America, dove è stata la vettura più venduta in assoluto dal 1997 al 2016, mentre ora si deve accontentare del primato tra le auto di taglia media. Ha venduto molto bene anche in Australia, Giappone e sud-est asiatico. In Europa occidentale, invece, non è stata esportata (se non in piccole quantità) fino al 2019.

A partire dallo scorso anno, infatti, anche nel vecchio continente (a eccezione di pochi paesi, tra cui l’Italia) è stata commercializzata la Camry di ultima generazione (l’ottava), esclusivamente con motorizzazione full hybrid. L’auto è spinta dallo stesso powertrain della Rav4 a trazione anteriore, con cui condivide anche la piattaforma TNGA-K, e si inserisce tra le berline di segmento D.

I numeri nel suo primo anno europeo non sono stati entusiasmanti: 8.284 unità vendute contro le 336.978 degli Stati Uniti, dove però è disponibile anche con motorizzazioni non ibride, spinta sia dal medesimo 2,5 litri della full hybrid (anche a trazione integrale), sia da un V6 da 3,5 litri e 300 cavalli, accoppiati ad un cambio automatico a 8 rapporti.

Hyundai Elantra

Quello della Hyundai Elantra non è un nome totalmente nuovo in Italia. Prodotta a partire dal 1990, le prime serie erano commercializzate anche in Europa con il nome di Hyundai Lantra, e dal 2000 al 2006 con quello di Elantra. Da allora nei listini del vecchio continente il modello è stato sostituito dalla compatta i30.

Nel 2021 la Elantra arriverà alla sua settima generazione, riservata al mercato nord Americano e a quello asiatico. Sarà un’auto tutta nuova, e con lei debutterà un’inedita piattaforma K3, sviluppata per le vetture di segmento C. La linea si preannuncia aggressiva, con il frontale dominato dalla grande griglia e il lunotto posteriore molto inclinato, in pieno stile coupé a 4 porte.

Per la prima volta la Elantra sarà dotata di una versione full hybrid, con un powertrain simile a quello della Hyundai Kona Hybrid: un quattro cilindri da 1,6 litri a ciclo Atkinson, abbinato a un cambio automatico doppia frizione a sei marce, a un motore elettrico da 32 chilowatt e a una batteria da 1,32 chilowattora. Ma sarà disponibile anche con una tradizionale motorizzazione da 2,0 litri e 147 cavalli, e in una versione sportiva a marchio N.

Acura TLX

In questo caso non solo il modello, ma lo stesso brand Acura non ha mai debuttato in Europa. Si tratta del marchio premium di Honda, che la Casa giapponese utilizza per modelli dalla spiccata vocazione sportiva commercializzati sui mercati esteri, principalmente quello nord Americano.

La TLX è la berlina intermedia della gamma Acura e con i suoi 4,9 metri va a fare concorrenza ad auto di segmento E come la Bmw Serie 5. Il modello che debutterà negli Usa il prossimo anno è la seconda generazione della vettura, che sfrutta – come tutte le Acura – un pianale distinto da quello delle normali Honda.

Si tratta di una piattaforma votata alla dinamica di guida, costituita per il 67% da alluminio e acciaio alto-resistenziale, in modo da renderla particolarmente rigida e leggera, ed è dotata di soluzione tecniche raffinate, come le sospensioni anteriori a doppio braccio.

Sotto il cofano troviamo un quattro cilindri turbo a iniezione diretta da 2,0 litri e 272 cavalli con cambio automatico a 10 rapporti, abbinabile anche alla trazione integrale. La versione top di gamma, chiamata Type S, monterà invece un V6 da 3,0 litri turbo, con una potenza (non ancora dichiarata) compresa tra 300 e 400 cavalli.

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