Ultimo aggiornamento  18 maggio 2021 01:24

Porsche, dall'idrogeno ai carburanti rinnovabili.

Angelo Berchicci ·

Che l’idrogeno fosse un elemento fondamentale per rendere sostenibile la mobilità è cosa ormai nota. Non tutti sanno però che esso può venire utilizzato non solo per la produzione di energia elettrica, ma anche nella realizzazione di carburanti a zero impatto ambientale. Proprio quest’ultimo impiego è al centro del progetto "Haru Oni" portato avanti da Porsche, Siemens e altri partner (tra cui Enel) in Cile.

Il processo

Dal punto di vista scientifico il processo non è così complesso. L’idrogeno prodotto in maniera sostenibile (idrogeno verde), ovvero tramite elettrolisi e prendendo l’energia da fonti rinnovabili, viene combinato con il carbonio estratto dall’aria e con l’ossigeno.

Il risultato è il metanolo, detto anche alcol metilico, che viene usato come carburante in alcuni propulsori da corsa (ad esempio nelle IndyCar) ed è noto per avere una fiamma invisibile. Infine, tramite una tecnologia MTG (Methanol To Gasoline) fornita dalla ExxonMobil, il metanolo viene trasformato in benzina sintetica, ovvero non realizzata sfruttando idrocarburi ma esclusivamente elementi rinnovabili.

Le fonti rinnovabili

Per dare vita a grandi quantità di carburante green è necessaria quindi un’ampia disponibilità di energia da fonti rinnovabili. Questo giustifica la scelta del Cile, e in particolare della Regione di Magellano (una delle migliori aree geografiche al mondo per l’eolico), come sede per l’impianto di produzione del progetto Haru Oni, sostenuto da Porsche, Siemens e altri partner internazionali (con l’italiana Enel a fare da co-fondatrice dello stabilimento), e in parte finanziato dal governo tedesco.

L’obiettivo è quello di produrre 130mila litri di carburante ecologico (eFuels) entro il 2022, per poi aumentare la capacità a 55 milioni all’anno entro il 2024 e a 550 milioni di litri annui per il 2026. Il primo utilizzatore di questo carburante sarà proprio Porsche, che ha programmato un investimento iniziale di 20 milioni di euro e impiegherà l’eFuels nel motorsport, nel Porsche Experience Center e, in un secondo momento, anche sulle vetture consegnate ai clienti.

Il ruolo della Germania

Il progetto Haru Oni (noto anche come HIF, Highly Innovative Fuels) ha ricevuto 8 milioni di euro dal Ministero per gli Affari Economici e l’Energia della Germania, come parte della strategia nazionale per l’idrogeno. “Sappiamo che non saremo in grado di coprire la nostra domanda di idrogeno con la sola produzione domestica, e dovremo fare affidamento su partnership a livello internazionale” ha dichiarato il Ministro dell’Economia Peter Altmaier. “Mi fa piacere vedere che Siemens Energy e Porsche stanno sviluppando capacità produttiva in altri paesi, assieme a strutture di importazione per l’idrogeno verde e i suoi derivati”.

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