Ultimo aggiornamento  18 maggio 2021 00:06

Le acque agitate di Nikola.

Angelo Berchicci ·

Aumenta la pressione sui titoli della Nikola Corporation, specializzata in veicoli elettrici e a idrogeno. Le azioni della startup statunitense sono crollate del 17,4% dopo che il ceo Mark Russell ha fallito nel rassicurare i mercati circa il raggiungimento dell’accordo (dal valore di 2 miliardi di dollari) con General Motors.

A preoccupare Wall Street è anche l’incertezza sulle intenzioni dell’ex ceo Trevor Milton, principale azionista individuale di Nikola. Si avvicina infatti la fine del periodo di lock-up per 91,6 milioni di azioni possedute dall’ex-dirigente, che potrebbe iniziare a vendere titoli della startup, facendone crollare ulteriormente il valore.

Dichiarazioni vaghe 

Durante un’intervista per la CNBC, Russell ha dichiarato che “i colloqui con General Motors proseguono”, senza però dare ulteriori dettagli. La frase è stata ritenuta troppo vaga dagli investitori, considerando che dopo il 3 dicembre entrambe le controparti potranno ritirarsi dai negoziati, in caso di mancato accordo.

La partnership allo studio riguarda la collaborazione nel campo delle batterie e dei veicoli commerciali, oltre alla realizzazione del pickup Nikola Badger (sia elettrico che a idrogeno), che verrebbe ingegnerizzato e assemblato negli stabilimenti General Motors. “Si tratta di temi che interessano entrambi e su cui stiamo ragionando”, ha commentato Russell.

Il precedente ceo sotto indagine

Il dirigente ha avuto parole tiepide anche per quanto riguarda la possibilità di una vendetta da parte dell’ex ceo Trevor Milton. Tra i fondatori della startup, il manager si è dimesso a seguito dell’indagine aperta negli Usa dal dipartimento di Giustizia e dall’agenzia indipendente per il mercato Sec (Securities and Exchange Commission).

L’accusa è quella di aver fatto dichiarazioni false riguardo la tecnologia in possesso dell’azienda e i progressi raggiunti, per gonfiare la valutazione del titolo in Borsa (qualcosa di simile all’aggiotaggio, secondo la normativa italiana). Indiscrezioni vogliono che Milton sia rimasto in cattive acque con il direttivo di Nikola, che non avrebbe supportato il manager, costringendolo alle dimissioni anche in assenza di una condanna.

Rischio di un'ulteriore svalutazione

"Non posso commentare per quanto riguarda Trevor, ma chi manterrà le nostre azioni nel lungo periodo verrà ricompensato. E' il nostro obiettivo", ha dichiarato Russell.

Con 91,6 milioni di titoli su 360,9 milioni emessi in totale dall’azienda, Milton è il principale dei suoi azionisti (tra cui vi è anche il gruppo CNH Industrial, proprietario di Iveco, che possiede il 7,1% dell’azienda americana), e il periodo di “lock-up” (blocco delle vendite) del suo pacchetto azionario termina il primo dicembre. Dopo questa data, quindi, circa il 25% del capitale azionario di Nikola sarà svincolato, e qualora venisse venduto sul mercato secondario, il titolo potrebbe subire un'importante svalutazione.

Marcata volatilità

Nata nel 2014, Nikola Corporation ha debuttato a Wall Street lo scorso giugno, andando subito incontro a un balzo del 135%. I suoi titoli, tuttavia, si sono contraddistinti per una marcata volatilità: a luglio sono scesi del 55%, e a settembre di un ulteriore 50%. Prima del crollo seguito alle parole di Russell, le azioni facevano segnare un rialzo dell’88%

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