Ultimo aggiornamento  29 settembre 2021 00:26

Corsa ai software proprietari, da Apple a Volkswagen.

Francesco Paternò ·

Per Herbert Diess, ceo del gruppo Volkswagen, “la più grande transizione è far diventare l’automobile sempre più uno strumento software”. Una transizione più difficile di quella elettrica, su cui i tedeschi sono avanti, mentre sulla creazione di software proprietari – con i quali maneggiare connessioni, guida autonoma, intelligenza artificiale, una crescente mole di data – hanno problemi. Al punto che il lancio della nuova Volkswagen ID.3 elettrica ha subito ritardi e, a cascata, anche quello della ID.4 negli Stati Uniti, appena spostato al primo trimestre del 2021.

La scelta di Tim Cook

La questione dei software proprietari è ormai cruciale in tutti i settori industriali. Apple ha appena svelato M1, il nuovo processore per i suoi Mac, altra transizione complessa per la quale ci vorranno due anni trattandosi di 20 milioni di computer venduti ogni dodici mesi, tutti finora animati da software Intel con cui ci sarà comunque un periodo di convivenza. Il ceo di Apple Tim Cook, presentando nel giugno scorso agli sviluppatori il nuovo chip OS Big Sur, ha parlato di “giorno storico per il Mac”: disegnare in casa il cuore battente di un proprio prodotto significa ottimizzare potenza, velocità, capacità, costi. È ciò che ha più valore nel nuovo mondo, politica che Apple aveva per altro già applicato rompendo con Ibm nel 2005.

La filosofia di Elon Musk

La filosofia di farsi tutto in casa è alla base del successo (dopo molti insuccessi) di Tesla. Il ceo Elon Musk ha sempre dedicato il massimo del suo tempo a quella che potremmo chiamare scienza delle cose, disegnando il codice del suo primo videogioco a 13 anni e poi da grande costruendo software da applicare alle sue automobili fino a un sistema avionico su computer per Space X, la sua società spaziale. Per il quale ha raccontato di aver speso 10mila dollari quando - sostiene - alla Nasa con cui lavora parlavano di cifre da 10 milioni di dollari, “10mila erano solo per i pasti per le nostre riunioni!”.

Le parole di Herbert Diess

Tesla è oggi avanti rispetto a diversi concorrenti (anche se con molte critiche) sull’Autopilot, il sistema di guida semi autonoma basato su software proprietari.

Musk e Cook applicano la stessa filosofia nella stessa Silicon Valley, Diess non ha difficoltà ad ammettere dalla Bassa Sassonia che questa è la strada giusta e che sta inseguendo: “Ci sono competenze – ha detto in una recente intervista a Bloomberg – che un tempo non avevamo e che abbiamo cominciato a costruire nell’ultimo biennio, ma c’è ancora molto da fare”.

Per i costruttori di auto è una strada obbligata. Solo così potranno evitare di trovarsi un giorno scatole vuote con un cervello costruito da terze parti: nell’automotive avere il controllo di hardware e software su una sola piattaforma significherà domani la sopravvivenza.

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