Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 11:54

Supercar ibride, storie di ieri e di oggi.

Elisa Malomo ·

Dieci anni fa, parlare di supercar a propulsione ibrida (motore endotermico abbinato a uno elettrico) era considerato un discorso da avanguardisti. Oggi non è più così. Basti pensare alla appena presentata Ferrari SF90 Spider, primo modello con tetto apribile a montare un'alimentazione plug-in hybrid. È la Rossa (insieme alla versione chiusa) scoperta più potente della storia: sono 1000 i cavalli di potenza ottenuti dall'abbinamento di un V8 da 4 litri di derivazione F1 (780 cavalli e 800 newtonmetri di coppia) a tre unità elettriche.

L'esempio di Porsche

Per altre supercar ibride, bisogna tornare al 2013. Il primo marchio a lanciare il concetto di ibrido prestazionale è stato Porsche con la 918 Spyder (anticipata in forma di concept in occasione del Salone di Ginevra 2010), declinazione stradale della tecnologia sperimentata con la vettura da competizione 911 GT3 R Hybrid. A spingerla un V8 endotermico da 4,6 litri collocato in posizione posteriore centrale e due elettromotori, uno sull'asse anteriore e uno su quello posteriore, che erogano in totale 887 cavalli di potenza.

Auto da grandi numeri: 0-100 in 2,6 secondi, 0-200 in 7,2 secondi e 0-300 in 19,9 secondi, fino a raggiungere una velocità massima di 345 chilometri orari. Quattro le modalità di guida: E-Drive, Hybrid, Sport Hybrid e Race Hybrid.

Uscita di produzione nel 2015 dopo 918 esemplari prodotti, potrebbe ricevere una erede entro il 2025. Inoltre, nei piani futuri della Casa tedesca è prevista anche una collaborazione con la croata Rimac, costruttore specializzato nello sviluppo di automobili elettriche ad alte prestazioni, sistemi di trasmissione e batterie di cui Porsche detiene il 15,5% della quota aziendale.

Sempre nel 2013, ci sono poi LaFerrari e la McLaren P1. Con Porsche, tre bolidi ibridi che fecero scrivere allora di "The Holy Trinity”.

La sportiva di Maranello è stata realizzata in 499 esemplari e sviluppata sull'esperienza accumulata in Formula 1, dall'utilizzo dei materiali all'assetto aerodinamico fino al cuore della vettura grazie al V12 aspirato 6,3 litri da 800 cavalli che, accoppiato a un motore elettrico da 120 chilowattora, faceva dichiarare una potenza complessiva di 963 cavalli, con il sistema Hy-Kers che ricarica il pacco batterie nelle fasi di rilascio e frenata, sfruttando anche la coppia generata dal termico.

La McLaren con la P1 - e poi con la Speedtail (2019) - ha creato qualcosa di unico. A Woking, sotto la carrozzeria della P1 compaiono un V8 biturbo (3,799 centimetri cubici di cilindrata) da 727 cavalli di potenza massima e un motore elettrico da 179 cavalli e 260 newtonmetri di coppia. Potenza complessiva? 916 cavalli. Numeri sempre da pista: accelerazione da 0 a 100 in 2,8 secondi, da 0 a 200 in 6,8 secondi e da 0 a 300 /h in 16,5 secondi (5,5 in meno della monoposto F1). In modalità puramente elettrica (E-mode), l'hypercar copre una distanza di circa 10 chilometri fino a raggiungere i 160 di velocità.

Il "Regno" di Koenigsegg

Il trio di supercar rubano la scena alla svedese Koenigsegg, nota per produrre hypercar dalle prestazioni più elevate al mondo. Nel 2016, la Casa di Ängelholm lancia la sportiva ibrida Regera (“Regno” in svedese) da 2 milioni di dollari. I numeri? Grazie alla combinazione di un 5.0 biturbo V8 e tre motori elettrici, produce una potenza complessiva che supera quota 1.500 cavalli. Da 0 a 100 in meno di 3 secondi e velocità massima (limitata elettronicamente) che tocca i 403 chilometri orari.

La Stella e il Toro

Nel 2018 viene presentata in occasione della Mille Miglia la Mercedes AMG Project One, supercar plug-in hybrid che beneficia del sistema propulsivo sviluppato sulla monoposto del campione del mondo di F1 Lewis Hamilton. Per raggiungere – e superare - una potenza complessiva di oltre 1000 cavalli è stato scelto un V6 di 1,6 litri di cilindrata con sovralimentazione e iniezione diretta e la bellezza di 4 motori elettrici. E' stata realizzata in soli 275 esemplari ciascuno dal valore di circa 3 milioni di euro.

Del 2019 è la Lamborghini Sián FKP 37, la prima ibrida della Casa del Toro. La supersportiva mild-hybrid è alimentata da un V12 accoppiato a un boost elettrico che le permette di toccare i 350 chilometri orari con 819 cavalli di potenza. Numeri degni di un'auto dal nome che significa “Fulmine”.

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