Ultimo aggiornamento  16 gennaio 2021 07:48

Vision Urbanaut, Mini reinventa lo spazio.

Paolo Odinzov ·

Vision Urbanaut, si chiama così il concept elettrico con cui Mini reinterpreta in chiave futuristica il concetto di spazio. Una vettura dagli ingombri minimi ma che, seguendo la tradizione della Casa inglese di proprietà Bmw, offre versatilità all'interno, per consentire - dicono a Oxford - una nuova libertà negli spostamenti scandita da momenti che si definiscono indimenticabili e chiamati “Mini Moments". All'auto il compito di essere non solo “l’ambiente ideale per un viaggio ma anche l'obiettivo del viaggio”.

Un concept digitale

Perché? La Vision Urbanaut può, a seconda delle situazioni, mutare completamente nell'abitacolo forme e contenuti. Lunga 4,46 metri, è stata progettata dall'interno verso l'esterno sfruttando la realtà aumentata. Facendone dunque un concept digitale, costruito con materiali sostenibili e riciclati.

Sbalzi corti e ruote agli angoli 

La struttura monovolume della carrozzeria, con la superficie a filo senza interruzioni, ha tratti tipici da stile Mini: sbalzi corti e ruote, luminose e simili nella forma a quelle di uno skateboard, posizionate agli angoli esterni della scocca con un profilo astratto Union Jack. Non mancano poi stilemi presenti da sempre sulle auto del marchio, come i fari tondi, visibili solo all'accensione, dotati di matrice dinamica multicolore per proiettare diverse grafiche e consentire all’auto, dicono ancora a Oxford, di "comunicare" con il mondo circostante.

Il "Daybed"

Per entrare nel suo mondo, la Vision Urbanaut ha una grande porta scorrevole sulla fiancata. Quando l’auto è ferma bastano poche semplici mosse per compiere quel che sembra una magia. I sedili si spostano e il cruscotto si abbassa facendo della zona dove siede il guidatore un confortevole angolo salotto, il "Daybed". Mentre il parabrezza può essere aperto verso l'alto creando una sorta di balcone, lo “Street Balcony” dove - suggerisce il marketing - eventualmente affacciarsi guardando il panorama nella mobilità del domani. Gli spazi più scuri nella parte posteriore dell’abitacolo offrono invece un’area “Cosy Corner”, che invita i passeggeri a concedersi del tempo utilizzando un piccolo tavolo che rappresenta il punto centrale dell'auto.

Il Mini Token

A bordo regna uno stile minimalista con interfacce intuitive al posto di interruttori e pulsanti. Tramite il Mini Token, che ha le stesse dimensioni di una “Worry Stone” (piccola pietra antistress), si possono attivare sulla Vision Urbanaut 3 "Mini Moments". Così preconfigurati e raccontati: il "Chill", che invita a fare una pausa quando si è stanchi mentre si viaggia e rende l’auto una sorta di oasi dove rilassarsi o poter lavorare in piena concentrazione; il "Vibe", che pone il tempo speso con altre persone al centro dell'attenzione, e il "Wanderlust", l'unico in cui la Vision Urbanaut è predisposta per portare ovunque le persone a bordo, quattro in tutto, lasciandole il compito di gestire in tutto e per tutto la marcia attivando le funzioni di guida autonoma e facendo sparire volante e pedali con il semplice tocco di un dito sulla plancia.

“Nella Vision Urbanaut, estendiamo il concetto di spazio privato alla sfera pubblica, generando esperienze completamente nuove e ancora più ricche", spiega Adrian van Hooydonk che dirige il centro stile del Gruppo Bmw. Chissà cosa direbbe il padre storico della Mini Alec Issigonis: già la sua era stata un'auto rivoluzionaria non poco.   

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