Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:52

Regno Unito: stop a benzina e diesel dal 2030.

Colin Frisell ·

LONDRA - La Gran Bretagna vieterà la vendita di auto e furgoni ad alimentazione tradizionale – benzina e diesel – a partire dal 2030, anticipando di un decennio anni lo stop originariamente previsto per il 2040. Il progetto prevede anche che le ibride vadano obbligatoriamente fuori commercio a partire dal 2035.

Lo ha annunciato – presentando i 10 punti del proprio piano per la “Green Recovery” - il primo ministro Boris Johnson che ha parlato di una “rivoluzione verde” che porterà il Paese alle zero emissioni nel 2050.

“Ora – ha scritto Johnson in un articolo per il Financial Times – è il momento di una ripartenza 'verde', supportata da lavori qualificati che diano alle persone la consapevolezza di essere impegnate a rendere il loro paese più pulito, ecologico e bello”.

Grandi investimenti

Il progetto studiato dal governo conservatore mobiliterebbe 12 miliardi di sterline (16 miliardi di euro) di denaro pubblico, a cui va aggiunta una cifra tre volte superiore proveniente dal settore privato: il tutto per creare – sempre secondo il primo ministro – 250mila “posti di lavoro altamente qualificati nel settore ecologico”.

Un miliardo e mezzo di euro sarà dedicato allo sviluppo della rete di ricarica (a fine settembre 2020 in Gran Bretagna erano disponibili circa 20mila colonnine pubbliche), mentre una cifra complessiva superiore al miliardo verrà destinata a rendere le vetture meno care – probabilmente con un sistema di sgravi fiscali o di incentivi – e per la creazione di una solida industria delle batterie nel Paese con impianti soprattutto nella regione delle Midlands e nel nord est.

Altri 230 milioni di euro verranno utilizzati per sviluppare e applicare la tecnologia necessaria a  immagazzinare e utilizzare le emissioni di biossido di carbonio, operativa entro la metà di questo decennio.

Johnson ha anche preso l’impegno di aumentare l'energia eolica offshore della Gran Bretagna a 40 gigawatt entro il 2030 dai circa 10 attuali e ha garantito fino a 500 milioni di sterline per progetti di sperimentazione dell'uso dell’idrogeno per vari scopi, compresa l'autotrazione.

Le reazioni

La Smmt (Society of Manufacturers and Traders - l’associazione dei costruttori auto) - ha così accolto il progetto: “Lo spostamento della data di dieci anni pone una sfida enorme. Lavoreremo comunque a fianco del governo – di cui apprezziamo l’impegno per futuri incentivi - per dettagliare al meglio questo piano e rassicurare gli utenti che abbracceranno la rivoluzione elettrica”.

Di “necessità di implementare al più presto la rete di ricarica che ha necessità di crescere esponenzialmente” ha scritto in una nota il Royal Automobile Club.

Josh Hardie – direttore della Confederation of British Industry che riunisce oltre 190mila imprese - ha parlato di “trampolino di lancio per le enormi opportunità per gli investimenti in tutto il Regno Unito e posti di lavoro 'verdi' che una vera economia a basse emissioni di carbonio può portare”.

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