Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:55

Ferrari 340 America, tra polvere e altare.

Elisa Malomo ·

Negli Usa, la Ferrari 340 America Berlinetta Vignale che partecipò alla 24 Ore di Le Mans del 1952 è ora disponibile all'asta sul sito Mecum Auction. L'annuncio non riporta alcuna stima di vendita, ma la ricca storia della vettura e il meticoloso lavoro di restauro del 2006 potrebbero far schizzare la valutazione alla stelle. Nel 2019, un esemplare simile - ma con un passato diverso - è stato battuto all'asta per 3.635.000 dollari.

Nata per l'America

La Ferrari 340 America debutta al Salone di Parigi del 1951 nella carrozzeria barchetta allestita in collaborazione con Touring per essere prodotta in soli 24 esemplari, 9 (alcuni sostengono 8) carrozzati dall'officina di Milano, 11 da Vignale (Torino) e 4 da Ghia (Torino), i più rari. Ma è nella versione a tetto chiuso realizzata da Vignale che la 340 America è stata più volte al centro delle scene motoristiche europee: dalla celebre Mille Miglia dello stesso anno, con al volante piloti del calibro di Alberto Ascari e Gigi Villoresi che si aggiudicò l'edizione del 1951, al Circuit de la Sarthe, con la conquista del quinto posto firmata dal duo francese André Simon e Lucien Vincent ('52).

Nel nome, un destino: le forme fluide derivate dalle 340 F1 ambivano a conquistare gli appassionati d'oltreoceano che guardavano alle imprese e alle creazioni della Rossa con stupore e ammirazione.

Passaggi di mano

Conclusa la carriera sulle piste europee, il modello all'asta della 340 America inizia una nuova vita sulle strade americane grazie a Luigi Chinetti, ex pilota e primo agente ufficiale Ferrari negli Usa. Non senza numerosi passaggi di mano. Sul finire degli anni '50, la carrozzeria della vettura, danneggiata in un incidente, viene ricostruita e personalizzata (per molti sarebbe più opportuno parlare di spersonalizzazione) fino a somigliare a quella della Bangert Manta Ray del 1956. Stravolta nella forma e nel contenuto: il motore originale Ferrari progettato da Aurelio Lampredi è sostituito da un V8 Chevrolet. 

L'irriconoscibile coupé di Maranello sparisce dai radar per essere poi acquistata nel 1990 dal drag racer Mike Sanfilippo alla cifra irrisoria di 200 dollari. Il venditore, né tantomeno il nuovo proprietario, non immaginavano che sotto quei pannelli in fibra di vetro potesse esserci una vera Ferrari.

La vettura, ad un passo dall'essere trasformata a sua volta in un veicolo di tipo dragster, nel 2006 viene acquistata su eBay dall'esperto di restauro automobilistico Tom Shaughnessy di San Clemente (California) per 26.912 dollari. L'annuncio parlava però di una sportiva Devin vintage. Così, una volta scoperto di essere al cospetto di un rarissimo esemplare della Ferrari 340 America, l'intenzione di Shaughnessy sarà una sola: restituire alla coupé italiana l'identità perduta.

Ritorno all'originale

Il processo di restauro passa agli esperti dell'officina Ferrari Classiche. Alla coupé vengono restituite le forme di un tempo e la livrea viene tinteggiata di un accesso French Racing Blue che fa da sfondo al numero 14, dominante sulle fiancate e sul cofano. Torna anche il potente V12 da 4,1 litri abbinato a un cambio manuale a 4 velocità. Come l'originale.

L'atto di vendita includerebbe anche un libro con fotografie d'epoca dettagliate, ritagli di notizie e risultati di gara della partecipazione alla 24 Ore di Le Mans del 1952 e le immagini prime del restyling finale. La Ferrari 340 America, così restaurata, è ora alla ricerca di un nuovo proprietario che ne possa preservare storia e bellezza.

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