Ultimo aggiornamento  15 maggio 2021 00:54

Uber, addio alla guida autonoma?

Paolo Borgognone ·

Uber potrebbe dire addio al sogno della auto autonoma. L’azienda californiana, infatti, sarebbe intenzionata a vedere la divisione Atg (Advanced Technology Vehicles) fondata 5 anni fa per studiare l’applicazione dell’intelligenza artificiale alla guida.

Possibile acquirente sarebbe la start up Aurora, fondata nel 2016 da esperti nello sviluppo delle robocar provenienti – oltre che dalla stessa Uber – anche da Google e Tesla, e che vanta fra i principali finanziatori il colosso Amazon e Hyundai. Nelle settimane scorse ci sarebbero stati contatti anche tra Uber e alcune Case automobilistiche - non specificate - ma sarebbero proprio i contatti con Aurora i più promettenti.

I mille problemi di Atg

Nell’ultima analisi trimestrale dei conti, Atg – a cui gli investitori avrebbero riconosciuto un valore di 7,2 miliardi di dollari – ha registrato una perdita di 303 milioni di dollari, anche a causa delle difficoltà a portare avanti i test durante la pandemia di Covid-19.

La società ha subito un forte contraccolpo dall’incidente che nel 2018 ha portato alla morte di una ciclista a Tempe, Arizona. La donna è stata travolta da una vettura impegnata nei test di guida affidata al computer. Uber è stata scagionata, mentre il tecnico addetto al controllo è stato accusato di omicidio colposo.

La scarsa affidabilità dei sistemi di self driving è però solo uno dei problemi che hanno afflitto Atg: Uber è stata portata in tribunale da Waymo con l'accusa di aver acquisito illegalmente segreti informatici sui sistemi di guida autonoma che sarebbero stati sottratti dall’ingegnere Anthony Lewandosky, passato appunto dall’azienda di Google a Uber portandosi dietro migliaia di file e successivamente condannato a 18 mesi di carcere.

Questi fatti avrebbero portato molti investitori di Atg – tra cui SoftBank e Benchmark – a chiedere al ceo di Uber Dara Khosrowshahi di rivedere le strategie future nel settore. In passato anche Denso e Toyota hanno finanziato la divisione auto autonoma di Uber che ora potrebbe cedere questo ramo di affari – come già successo per la società di bike sharing Jump - per concentrarsi sui servizi con taxi privati e la consegna a domicilio di cibo.

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