Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 13:01

Anas: "Obiettivo zero vittime" sulla strade.

Marina Fanara ·

Obiettivo: ridurre del 50% il numero di incidenti e vittime entro il 2030 per arrivare al 2050 con zero morti sulle strade così come fissato dall'Unione europea. È questo l'impegno di Anas (società di gestione della rete viaria pubblica italiana) che all'indomani della Giornata mondiale in ricordo delle vittime della strada, il 15 novembre, ha organizzato un webinar sull'argomento dal titolo "Sicurezza stradale: obiettivo zero vittime", al quale hanno partecipato rappresentanti delle istituzioni, del mondo scientifico e delle associazioni. Tra questi, il presidente dell'ACI, Angelo Sticchi Damiani.

Si parte dall'analisi dei dati: gli incidenti sono in calo, ma siamo ancora lontani dall'obiettivo europeo. Nel 2019 (ultimi dati ACI-Istat) in Italia si sono verificati 172.183 sinistri (-0,2% rispetto al 2018), che hanno causato 3.173 morti e 241.384 feriti. Il costo sociale resta altissimo: 16,6 miliardi di euro, ovvero l'1% del Pil nazionale che sale al 3% se si considerano anche le spese sanitarie e di riabilitazione delle persone  infortunate. Tra le vittime cresce la quota dei ciclisti (anche per l'aumento delle bici in circolazione) e di chi usa le due ruote, mentre le principali cause di incidentalità restano la guida distratta, l’eccesso di velocità e il mancato rispetto della distanza di sicurezza.

Crollo incidenti, ma per la pandemia

Un trend allarmante che quest'anno ha parzialmente invertito la tendenza ma solo a causa della pandemia, come ha spiegato il direttore del Servizio Polizia stradale, Paolo Maria Pomponio: "Nei primi dieci mesi del 2020", ha sottolineato "stando ai dati registrati da Polizia di Stato e Arma dei Carabinieri, i sinistri sulle nostre strade sono diminuiti del 28,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso mentre morti e feriti sono scesi rispettivamente del 25,6% e del 36%. Ma non c'è da cantare vittoria: il calo è riconducibile alla diminuzione dei veicoli in circolazione durante la pandemia da Covid-19, specialmente in pieno lockdown, fra marzo e maggio scorso".

Che fare? "Distrazione, velocità, mancato rispetto delle precedenze e delle distanze di sicurezza rappresentano oltre il 43% dei fattori alla base di un sinistro", sottolinea il direttore della Polizia stradale, "ma usciamo dall'equivoco che aumentando i controlli aumenta anche la prudenza sulle strade: multe e sanzioni servono solo a far passare la febbre e non a debellare la malattia che la provoca. Servono norme specifiche, come per esempio vietare il cellulare a chi ha provocato un incidente per l'uso scorretto dello smartphone e fare formazione fin dai primi anni di scuola".

Sticchi Damiani, presidente ACI: Adas di serie

Se la repressione da sola non basta, le tecnologie di ultima generazione, invece, possono fare la differenza. Come gli Adas, per esempio, i sistemi di sicurezza attiva tra cui la frenata automatica di emergenza: "L'Automobile Club d'Italia", sottolinea il presidente Angelo Sticchi Damiani, "chiede da tempo ai costruttori di montarli di serie su tutte le auto non solo su quelle di gamma alta. Si tratta di tecnologie che generano vantaggi fondamentali per la prevenzione degli incidenti",

"Stando ai test Euro NCAP", aggiunge il presidente ACI, "i sistemi di assistenza alla frenata di prima generazione, hanno portato a una riduzione del 20-25% dei sinistri, subentrando alla distrazione del conducente in almeno 2 casi su 10. I dispositivi di seconda generazione, invece, sempre secondo Euro NCAP, riescono ad abbattere il rischio d'incidente fino al 40%, perché grazie all’integrazione della telecamera con un radar, non risentono delle condizioni di scarsa visibilità. Ma i sistemi di terza generazione arrivano a prevenire oltre il 50% degli incidenti: consentono una visuale più ampia a 180 gradi che estende il raggio di azione ai lati della vettura".

"Questi risultati", conclude Sticchi Damiani, "sono stati riportati in uno studio realizzato dalla nostra Fondazione Filippo Caracciolo insieme a Bosch e Politecnico di Torino, e integrati con le risultanze di un campione considerevole di scatole nere e con i dati del PRA. Ne emerge che 1 incidente su 2 per tamponamento può essere evitato con la tecnologia".

Anas: basta interventi spot sulle strade

Dalle tecnologie alle infrastrutture:  per Anas significa "passare da una logica di manutenzione dettata dall'emergenza a un programma di manutenzione programmata", sottolinea l'amministratore delegato, Massimo Simonini, "per questo abbiamo predisposto un piano d’azione strategico a breve termine che prevede innanzitutto più risorse alla manutenzione programmata (da 23 miliardi a 30 miliardi di euro, di cui il 52% destinati al Sud), per sviluppare sulle nostre arterie misure di sicurezza passiva come barriere di protezione ad alta efficienza, guard rail a tutela dei motociclisti, nuova pavimentazione e segnaletica stradale, illuminazione di strade e gallerie per migliorare la visibilità".

In programma nel breve periodo, lo sviluppo della Smart road, "tecnologia propedeutica ai futuri scenari di guida autonoma dei veicoli,", spiega Simonini, "che produrrà un innalzamento degli standard di guida". Altro importante fronte sul quale Anas è impegnata è la  diffusione della cultura della sicurezza: "Il 93% degli incidenti è riconducibile ai comportamenti dei guidatori, la nostra mission quindi è anche quella di promuovere il rispetto delle regole del Codice della strada".

Ecco dunque una campagna di sensibilizzazione "Guida e basta" (l'ultimo spot è "Vite parallele") e il lancio di un'app su smartphone contro la distrazione: si chiama "Valentina-Guida e basta" (in memoria di Valentina Cucchi, una ragazza torinese che ha perso la vita dopo essere stata investita da un automobilista distratto) e permette di segnalare agli utenti la presenza di incroci e attraversamenti pedonali pericolosi nelle vicinanze e di neutralizzare tutte le eventuali distrazioni provenienti dallo smartphone durante il viaggio.

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