Ultimo aggiornamento  27 novembre 2021 07:15

Usa, quante startup per la guida autonoma.

Elisa Malomo ·

La guida autonoma è una enorme sfida tecnologica, sociale, urbana, normativa e di business. Negli Stati Uniti, accanto ai colossi di Waymo, divisione di Alphabet (holding di Google), Gm, Ford, Fiat Chrysler e Tesla, ci sono diverse startup che lavorano sullo stesso progetto attraendo sempre più investimenti.  

Fuori dalla Silicon Valley, a Pittsburgh (Pennsylvania) c'è Argo AI, società nata quattro anni fa e ora nelle mani di Ford (40%) e Volkswagen (40%), al lavoro su tecnologie per la guida autonoma di livello 4 - il massimo è 5 - nel quale l'auto si guida in completa autonomia e l'essere umano interviene, anche da remoto, soltanto in caso di estrema necessità.

Nel 2019, l'azienda ha investito 15 milioni di dollari per la creazione del Carnegie Mellon University Argo AI Center for Autonomous Vehicle Research, un centro di ricerca dentro l'università locale - fra quelle più all'avanguardia nel Paese insieme a Stanford e al Mit di Boston - che si concentrerà sulla percezione avanzata e gli algoritmi decisionali per i veicoli driverless.

Nuovi capitali per Nuro

Un altro esempio di successo è quello di Nuro, specializzata in robotica con sede a Mountain View (California) fondata nel 2016 dai due ex ingegneri di Google, Jiajun Zhu e Dave Ferguson. Dopo aver ricevuto nel 2019 un finanziamento di 940 milioni di dollari dalla SoftBank Group Corp, l'azienda ha appena raccolto altri 500 milioni con l'obiettivo di proseguire lo sviluppo del suo R2, un piccolo veicolo senza volante e pedali destinato al trasporto di merci e alla consegna di generi alimentari.

La società di Zhu e Ferguson ha avviato collaborazioni con alcuni dei marchi commerciali più noti tra cui Domino’s, Walmart, Kroger e Cvs. Ed è stato col picco pandemico dello scorso marzo che Nuro ha raggiunto il suo momento di maggiore fortuna, grazie al suo robot elettrico che si è occupato del trasporto di cibo e dispositivi medici.

A inizio 2020, inoltre, la National Highway Traffic Safety Administration, l’agenzia americana per la sicurezza stradale, ha consentito la circolazione di 5 mila di questi robot elettrici sulle strade di Houston, Texas, fino al 2022. L’azienda della West coast ha così ampliato il proprio programma di sperimentazione già attivo nelle città di Scottsdale (Arizona) e Mountain View.

Aurora e Zoox

Sempre nella Silicon Valley opera Aurora Innovation di cui si è parlato nel 2019 per aver ricevuto un finanziamento di 350 milioni di dollari da parte di Amazon. La compagnia, con sede a Palo Alto (California), è stata fondata nel 2016 dagli ex responsabili del progetto di auto senza conducente di Google e del team Autopilot di Tesla, Chris Urmson, Sterling Anderson e Drew Bagnell, e si occupa della realizzazione di hardware e software installati a bordo dell'auto senza pilota.

Il gigante dell'e-commerce guidato da Jeff Bezos, a un anno dall'investimento in Aurora Innovation, ha puntato anche su un'altra startup specializzata nelle tecnologie driverless: Zoox. La società di robotaxi, fondata nel 2014 a Foster City (California), è stata la prima negli Usa a sviluppare auto senza conducente e a ottenere una licenza per il trasporto passeggeri in California. L'acquisizione da parte di Amazon per 1,2 miliardi di dollari è arrivata a seguito di una crisi finanziaria per cui la compagnia californiana ha dovuto licenziare 100 dipendenti, pari al 10% della propria forza lavoro.

Fra occidente e oriente

Altro nome è quello di Pony.ai, prima startup specializzata nei sistemi di guida autonoma a operare sia negli Stati Uniti che in Cina. Fondata nel 2016 da James Peng e Lou Tiancheng, ex dipendenti della multinazionale cinese Baidu nella Silicon Valley, nell'ultimo anno ha ricevuto due consistenti iniezioni di liquidità, 462 milioni di dollari versati da una cordata di imprenditori guidata dal colosso automobilistico giapponese Toyota, che detiene il 13% dell'azienda, e una recente raccolta di 267 milioni di dollari, vedendo così impennare il valore della compagnia a più di 3 miliardi di dollari.

Nel 2019, la startup ha iniziato a testare le tecnologie per la guida autonoma installate su veicoli commerciali tra Fremont (California) e le città cinesi di Guangzhou e Pechino. Dallo scorso luglio anche a Shanghai, nel popoloso distretto di Jiading, nel nord ovest della città dove vivono circa 1.5 milioni di persone.

Tutto in forte concorrenza con le altre aziende asiatiche del settore fra cui Auto X (Alibaba) e WeRide. Anche perché la Cina, secondo la società di consulenza McKinsey, ha il potenziale per diventare il più grande mercato al mondo per i veicoli senza pilota entro il 2040.

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