Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2021 04:25

Il marchio Alpine ha un futuro.

Edoardo Nastri ·

Il futuro di Alpine, marchio sportivo di Renault, passa per un ritorno alle origini. Se oggi è un brand di nicchia con un solo modello in vendita, la A110, i piani di domani del nuovo ceo di Renault Luca de Meo potrebbero trasformarlo in un allestimento per le versioni più sportive del costruttore francese, come accadeva agli inizi degli anni '50: “Vorrei che Alpine sviluppasse una linea prodotti, magari basata su quelli Renault, per finanziare le gare e tutti gli eventi legati a questo brand”, racconta il ceo italiano ad Automotive News Europe.

Possibile, quindi, che in futuro vedremo, tra le altre, anche una Clio Alpine, spinta da motori più potenti rispetto ai tradizionali, ma soprattutto equipaggiata con specifiche dedicate, come un design più sportivo e un livello più alto di finiture. “Una simile idea potrebbe assicurarci di avere fino al 30% di mix sui livelli di equipaggiamento più alti, una fascia in cui i guadagni sono maggiori. Secondo la mia esperienza questi modelli sono più popolari sul mercato, ne è un esempio la linea GT di Peugeot”.

"Grande opportunità di business" 

I primi passi in questo senso de Meo li ha mossi dando più autonomia ad Alpine e nominando temporaneamente responsabile del marchio Cyril Abiteboul, il numero uno delle corse del costruttore francese. Un altro segnale arriva dalla Formula 1, dove il team di Renault cambierà nome in Alpine. De Meo prevede anche una partecipazione del marchio a Le Mans.

“Ci sono diversi progetti aperti per questo brand. Credo fortemente che Alpine sia molto flessibile, assolutamente capace di lavorare in modo simile a quanto viene fatto dalla divisione M di Bmw o da AMG per Mercedes-Benz o nella fabbrica di Neckarsulm dove Audi costruisce la R8”, ha dichiarato de Meo. “So che Alpine ha un grande potenziale, forse non per competere con i marchi premium tedeschi, ma è un'ottima opportunità di business. Si può sostenere che Alpine sia un marchio relativamente sconosciuto, ma ha certamente pedigree e storia”.

Ed è proprio sull’eredità che si gioca il ritorno alle origini per questo brand, nato in Francia agli inizi degli anni ’50 da un’idea di Jean Redelé. Il francese era proprietario di una piccola officina a Dieppe e si occupava di preparare e modificare alcuni modelli di Renault esistenti. Un'idea simile a quanto immaginato da Luca de Meo. Il costruttore francese acquistò Alpine nei primi anni ’70 iniziando poco dopo a produrre i suoi primi modelli fino al 1995. 17 anni dopo la chiusura, Carlos Ghosn ex numero uno dell’Alleanza Renault-Nissan ha fatto rinascere il marchio con la Alpine A110. 

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