Ultimo aggiornamento  12 maggio 2021 07:44

Le elettriche? Nel 2030 costeranno un quinto di adesso.

Redazione ·

Con una sempre più accesa concorrenza tra i costruttori internazionali e lo sviluppo di un capillare network integrato di punti di ricarica, i prezzi delle auto elettriche crolleranno: nel 2030 una vettura a batteria potrebbe costare il 20% di quanto accade oggi.

La previsione è di Shigenobu Nagamori – fondatore e ceo del costruttore di motori con sede a Kyoto Nidec – che ha parlato dell’argomento durante il 22esimo Nikkei Global Management Forum in svolgimento in questi giorni in Giappone.

Prezzi giù

Il manager ha riconosciuto che il mercato dei veicoli a zero emissioni sta crescendo ancora troppo poco, ma si è detto anche convinto che le cose cambieranno presto: “In questi anni i prezzi delle auto sono aumentati, mentre quelli degli elettrodomestici e di altri beni hanno subito un calo”,  ha detto Nagamori, che ha definito le elettriche una innovazione rivoluzionaria.  “La vera concorrenza sul prezzo si innescherà però presto, quando sul mercato arriveranno sempre nuovi prodotti, provenienti da costruttori differenti. Se presumiamo che i veicoli a batteria rappresenteranno oltre la metà dell'industria automobilistica dopo il 2030, i prezzi – che differiscono a seconda dei mercati – potrebbero arrivare a essere un quinto di quelli attuali. In Cina sono già mediamente più bassi rispetto ad altre realtà. Anche in Europa stanno arrivando vetture a costo più contenuto. Senza dimenticare che il calo sarà fondamentale per permettere la diffusione di questo tipo di mobilità anche su altri mercati, come i paesi in via di sviluppo”.

Una sferzata al Giappone

Nel suo intervento Nagamori ha parlato anche delle prospettive del settore automobilistico del Giappone. “Il nostro lavoro è fornire la tecnologia migliore al prezzo più conveniente possibile. Vogliamo che l’industria nipponica torni a essere protagonista a livello globale in futuro, sulla scia dei grandi momenti del passato che abbiamo vissuto”.

Per il manager di Kyoto il settore nel suo Paese deve affrontare al più presto anche un’altra minaccia, quella della carenza di talenti. “Il sistema dell'istruzione, soprattutto universitaria, giapponese ha bisogno di cambiamenti. Le giovani generazioni mancano di una mentalità globale e orientata al business”.

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