Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 13:26

Zagato Iso Rivolta Gtz, tributo da collezione.

Elisa Malomo ·

È stato consegnato in Svizzera il primo esemplare della Zagato Iso Rivolta Gtz. La sportiva è stata realizzata per omaggiare la A3/C del 1963 disegnata da Giotto Bizzarrini e simbolo delle corse grazie alle due vittorie consecutive a Le Mans (1964, 1965). La creazione della carrozzeria milanese sarà prodotta in 19 esemplari, nove dei quali sono stati già prenotati prima del lancio avvenuto lo scorso agosto. Il prezzo resta sconosciuto, ma considerata l'esclusività del prodotto si preannuncia alla portata di pochi fortunati collezionisti.

Linee scultoree

È così che si presenta la nuova gran turismo dell'atelier milanese: livrea “Verde Monza”, linee scultoree senza interruzioni e tetto spiovente. La novità è però nella carrozzeria composta da due grandi elementi principali realizzati in fibra di carbonio con l'obiettivo di contenere i pesi. Una ricercatezza dei materiali che ricalca quella del passato: nel 1963, infatti, la Iso Rivolta da competizione nata dalla matita di Bizzarrini, già autore della mitica Ferrari 250 GTO, vantava una innovativa carrozzeria fatta di avional, lega di alluminio per uso aerospaziale.

Se le forme della sportiva risultano familiari è anche per un altro motivo. La reinterpretazione in chiave moderna dell'auto anni Sessanta si basa infatti sulla Zagato Vision Gt del 2017, hypercar introdotta per il simulatore della Sony “Gran Turismo”.

"Cuore" americano

Lo stile rispecchia la paternità italiana, ma anche sotto al cofano Zagato mantiene fede all'originale: il V8, che in passato era di derivazione Chevrolet, ora è un V8 sovralimentato da 6,2 litri della Corvette Z06 in grado di sprigionare a terra 660 cavalli di potenza. Secondo i dati dichiarati dall'azienda, la sportiva può scattare da 0 a 100 in appena 3,7 secondi raggiungendo il picco massimo di 315 chilometri orari. 

Fonte di ispirazione

La A3/C del 1963, basata sulla potente Grifo stradale, era molto di più di una semplice auto da competizione. Sotto l'effige della Iso Rivolta, incarnava la passione per le corse di Bizzarrini e il sogno di prevalere, in pista, sulle rosse di Enzo Ferrari, fra cui la sua 250 GTO.

Così, nello stabilimento di Bresso, combinando il talento italiano e la meccanica statunitense, nasceva una leggenda che sembrerebbe aver ispirato alcuni dei modelli più belli e significativi degli anni successivi: la Lamborghini Miura del 1966 e l’Alfa Romeo 33 Stradale del 1967.

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