Ultimo aggiornamento  26 settembre 2021 23:32

E-Mob: problemi e progressi della mobilità elettrica.

Marina Fanara ·

Problemi di connessione alla rete, ritardi burocratici per l'attivazione delle colonnine, armonizzazione di regole e incentivi su tutto il territorio nazionale, costi di ricarica pubblica da rivedere rispetto a quelli degli impianti domestici. Sono alcuni dei principali fattori critici che ostacolano la transizione elettrica nei trasporti in Italia emersi nella prima giornata di E-Mob, il festival (9-11 novembre) dedicato alla mobilità a zero emissioni e promosso da Comune di Milano e Regione Lombardia, quest'anno in edizione online per rispettare le regole anti-Covid-19.

"Il passaggio all'elettrico è un obiettivo che non si può più rimandare", ha premesso Sara Terzi, assessore alla Mobilità di Regione Lombardia, in apertura dei lavori, "la transizione è un processo obbligato sia per abbattere le emissioni del settore trasporti che per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili". "Per la Lombardia", ha aggiunto l'assessore, "si tratta di un obiettivo prioritario, non a caso abbiamo stanziato finora 26 milioni in incentivi regionali per l'acquisto di auto ecologiche oltre a risorse per la ricarica domestica".

Fino a 8 mesi per attivare una colonnina 

Paolo Martini, amministratore delegato di BeCharge, il. terzo operatore in Italia per l'installazione di stazioni di ricarica, dopo Enel X e A2A, punta il dito sulle lungaggini burocratiche che rallentano l'attivazione delle colonnine: "Ci vogliono anche 8 mesi", ha detto, "prima che un impianto eroghi effettivamente elettricità. Si tratta di ritardi insostenibili che impediscono alla rete pubblica di essere affidabile e accessibile: il problema non è solo la capillarità delle infrastrutture".

Per Andrea Crespi, amministratore delegato di Hyundai Italia, invece "la ricarica ora non è sempre un problema, la tecnologia ha fatto passi da gigante specialmente per quanto riguarda la produzione di auto a batteria. Noi abbiamo investito 40 miliardi per la mobilità del futuro, tutta la nostra gamma è elettrificata con modelli come la Kona che hanno un'autonomia di 500 chilometri. Il punto chiave è che questa tecnologia deve essere accessibile, connessa, sicura e semplice da utilizzare".

Wall box: difficoltà in condominio

Massimo Quaglini, amministratore delegato di Edison energia, si sofferma sulle difficoltà riscontrate anche per l'attivazione di un impianto di ricarica domestica: "L'iter per l'installazione di una wall box è molto complesso: ci sono problemi di gestione con il condominio, di spazi adeguati, di potenza della rete, tanto per dirne qualcuno. Chiediamo al governo una pianificazione degli incentivi per fare in modo che non siano a pioggia o limitati nel tempo, e uno snellimento delle procedure per velocizzare l'attivazione degli impianti di ricarica in casa".

Roberto Di Stefano, e-mobility di Fca per la regione europea, ricorda che il gruppo ha da poco lanciato la Fiat 500 elettrica e a breve arriverà anche il Ducato full electric, "ma non basta avere solo il prodotto, occorre spiegare al cliente che l'auto elettrica non è più appannaggio di pochi: serve una comunicazione chiara ed esauriente per spiegare al cliente i vantaggi di una guida a zero emissioni e creare un ambiente intorno al prodotto per rendere più semplice possibile l'uso di una e-car e le modalità per la ricarica. Noi lo facciamo già in fase di prevendita tramite app dei nostri store digitali".

Ricarica: armonizziamo i costi

Da risolvere anche la questione inerente i costi di ricarica, problema su cui si è soffermato Renato Mazzoncini, amministratore delegato di A2A: "Il rifornimento presso una colonnina pubblica costerà sempre un po' di più al cittadino rispetto alla wall box (dove si paga intorno ai 20-25 centesimi per chilowatt/ora), ma attenzione a rimanere intorno ai 30 centesimi per chilowatt/ora altrimenti si rischia di andare fuori mercato rispetto ai tradizionali carburanti. Consideriamo che non tutti possono disporre di un impianto domestico".

Francesco Venturini, amministratore delegato di Enel X, parla di progressi: "Possiamo ragionevolmente affermare di aver concluso la fase 1 per l'infrastrutturazione del Paese: abbiamo installato circa 13mila colonnine da nord a sud Italia, nel frattempo oggi anche la tecnologia legata alle e-car ha fatto passi da gigante soprattutto in termini di autonomia delle batterie. Ora dobbiamo passare alla fase 2 che significa innanzitutto dotare il Paese di una rete di colonnine ad alta e altissima potenza (da 50 a 300 chilowatt/ora) non solo in città ma soprattutto lungo le autostrade".

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