Ultimo aggiornamento  28 settembre 2021 02:46

L’auto Usa chiede subito "stabilità" a Biden.

Paolo Borgognone ·

A poche ore dalla conferma della elezione di Joe Biden a 46esimo presidente degli Stati Uniti, il settore auto americano ha preso posizione, dicendosi pronta a dialogare con la nuova amministrazione che entrerà ufficialmente in carica il 20 gennaio 2021.

Detroit, dove Biden ha preso una valanga di voti, si è detta disponibile alla collaborazione anche per superare le criticità che hanno reso ancora più incerto – tra crisi del mercato, Covid-19 e scelte politiche contraddittorie tra governo centrale e una parte degli stati dell’unione come nel caso della querelle con la California sulle emissioni – il momento del settore delle quattro ruote in Usa.

Servono certezze

La parola che ricorre nelle dichiarazioni ufficiali dei costruttori del Michigan è “stabilità”. Dopo l’annuncio del cambio della guardia a Washington, un rappresentante di Ford ha detto: “Speriamo che i leader eletti si concentrino sul riunire il paese e perseguire politiche che incoraggino la produzione, la sostenibilità e la stabilità economica globale degli Stati Uniti”. In particolare, Ford ha investito 11 miliardi di dollari per lo sviluppo di nuove tecnologie e ora si aspetta un ulteriore sostegno da parte del governo alla sua politica di innovazione.

Anche i rappresentanti di General Motors hanno sottolineato gli investimenti da 20 miliardi di dollari per i veicoli elettrici e autonomi entro il 2025, 20 modelli a batteria e l’intenzione di trasformare il marchio Cadillac nel primo 100% a emissioni zero. “Siamo ansiosi – si legge in un nota del costruttore – di lavorare con la nuova amministrazione e il Congresso su scelte politiche che siano di sostegno alla clientela ma anche a venditori e maestranze”. Gm si augura anche l’arrivo di decisioni che “aiutino a rafforzare la nostra presenza industriale all’interno degli Stati Uniti e contemporaneamente affianchino la visione di un futuro completamente elettrico”.

Più forza all’industria

Dal canto suo Fca – che tra pochi mesi si unirà con Psa a formare il quarto polo automobilistico mondiale con la nascita di Stellantis – ha parlato di “rafforzare l’industria dell’auto in America, uno dei pilastri della nostra economia e costruire insieme un futuro più certo per tutti, lavoratori, aziende e clienti”.

“Amico dei lavoratori”

Chi a Detroit non ha nascosto il proprio entusiasmo per il successo elettorale del candidato democratico è il sindacato del settore auto, la Uaw. Il presidente, Rory Gamble, ha definito il nuovo inquilino della Casa Bianca “amico dei nostri iscritti e dei lavoratori” e ha ricordato come nella rosa delle candidate al ruolo di vice presidente – andato poi all’ex procuratore generale della California Kamala Harris – ci fosse anche la governatore del Michigan Gretchen Whitmer.

“I nostri iscritti, le famiglie e le comunità – si legge ancora nella nota di Gamble - stanno soffrendo. La pandemia, le sfide economiche e quelle sanitarie, i diritti sul posto di lavoro sono le questioni più urgenti che ci uniscono e che affronteremo insieme, come membri del sindacato, indipendentemente da chi è al potere alla Casa Bianca, al Congresso o nei nostri tribunali”.

Le sfide del Presidente

Durante la campagna elettorale, Detroit, “la città che ha messo le ruote all’America” come viene definita, è stata spesso al centro del dibattito.

Lo stesso Joe Biden ha lamentato “scarsi investimenti nella ricerca”, mentre lanciava un ambizioso programma che potrebbe creare un milione di posti di lavoro nel settore e contribuire all’abbassamento delle emissioni. Tra le proposte avanzate anche quella di favorire l’acquisto – da parte della amministrazione federale di Washington – di flotte di vetture elettriche prodotte negli Stati Uniti.

Il neo presidente ha parlato anche di aumentare gli incentivi all’acquisto di veicoli a zero emissioni e ha ricordato l’iniziativa da 3 miliardi di dollari della amministrazione Obama "cash for clunkers" (contanti per letteralmente "catorci") che ha aiutato più di 690mila persone a comprare una nuova auto nel 2009 con sconti governativi fino a 4.500 dollari.

La riproposizione di questo programma, ha detto Biden, darebbe agli americani un incentivo ad acquistare veicoli più efficienti in termini di consumo di carburante.

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