Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 12:00

Škoda Favorit, fine di un'era.

Massimo Tiberi ·

Negli anni '80 il calo di vendite e in particolare all’estero delle ultime derivate dalla Škoda MB, vettura utilitaria a motore posteriore apparsa nel 1964, porta il costruttore a progettare un modello di confine tra i segmenti B e C completamente nuovo, in linea con le tendenze del mercato contemporaneo.

Ottenuto il via libera dal governo cecoslovacco, secondo gli imperativi dell’economia pianificata della ancora repubblica socialista, la casa di Mlada Boleslav lavora in tempi rapidi facendo riferimento anche a partner internazionali di alto livello. Se per la meccanica si utilizza la consulenza Porsche e si sceglie, dopo tanto ritardo, lo schema a trazione anteriore, lo stile viene affidato alla Bertone che propone una compatta cinque porte, dalle forme squadrate, non certo originale ma comunque gradevole e moderna.

Nome del passato

Alla Fiera di Brno del 1987 viene così presentata la Favorit, riprendendo il nome di un modello di fascia media del 1936. La debuttante Škoda, lunga intorno ai quattro metri, offre spazio, robustezza e buone doti funzional, secondo la tradizione del marchio, mentre qualità costruttiva, allestimenti e scelta dei materiali lasciano un po’ a desiderare. Abbonda la plastica rigida e la disponibilità di accessori non è adeguata alla concorrenza: manca ad esempio il condizionatore d’aria, ormai largamente disponibile nella categoria.

Le scelte tecniche ricalcano quelle delle dirette rivali, con sospensioni anteriori McPherson e posteriori a ruote interconnesse, impianto frenante misto servoassistito e sterzo a cremagliera. Il motore, in alluminio, è una rielaborazione del 1.300 con albero a camme laterale già utilizzato in passato, con potenza di 63 cavalli e cambio a cinque marce. Le prestazioni non sono vivacissime (la velocità massima di 150 chilometri orari si raggiunge in quarta e si accelera da 0 a 100 in 14 secondi) ma i consumi sono limitati e il comportamento su strada adeguato ad una vettura dal carattere dichiaratamente familiare. Punto di forza, come sempre per il marchio, il prezzo che sui mercati occidentali è assai competitivo e contribuisce ad una discreta diffusione: in Italia meno di nove milioni di lire, al livello di una Fiat Panda.

Tutte le versioni

Nel 1990 la gamma si estende ad una versione wagon dalle ottime capacità di carico, battezzata Forman, e nel 1991 arriva un pickup, mentre i livelli produttivi viaggiano al ritmo di circa 80mila unità all’anno.

Intanto, dopo la crisi politica succeduta al crollo del muro di Berlino, la Škoda è entrata dal 1990 nell’orbita Volkswagen e nel 1993 si sancirà definitivamente anche la separazione tra la repubblica Ceca e quella Slovacca. In questo contesto, la Favorit resta in produzione fino al 1995, ma già dal 1994 è apparsa la Felicia, che ne conserva il corpo vettura, parzialmente ristilizzato, e impiega motori e componenti tedesche. Un’auto di transizione verso le definitive sinergie totali che vedranno come prima realizzazione la nuova Octavia.

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