Ultimo aggiornamento  02 dicembre 2021 11:14

Sharing mobility, uno studio della Fondazione Caracciolo.

Redazione ·

La mobilità condivisa è la modalità di spostamento più adeguata e più conveniente per chi ogni anno percorre fino 8mila chilometri. È quanto emerso da uno studio della Fondazione Filippo Caracciolo dell'ACI, presentato alla Luiss di Roma, che ha analizzato i servizi di sharing mobility nelle città italiane compreso il trasporto pubblico.

La ricerca si basa su diversi test effettuati sulle strade della Capitale, sui dati forniti dagli operatori della mobilità condivisa o estratti dal Pubblico Registro Automobilistico (PRA), dalle risultanze delle scatole nere dei veicoli e dalle statistiche ACI-Istat sugli incidenti stradali.

Effetto Covid: sempre più auto

La premessa è che in un paese in cui l'uso dell'auto resta dominante rispetto alle altre modalità di trasporto, la paura del contagio da Covid-19 sta spingendo ancora di più gli italiani a ricorrere alla vettura di proprietà che pesa sui bilanci delle famiglie. Stando allo studio, infatti, il costo annuo, mediamente, si attesta sui 3.926 euro tra acquisto, carburante, tasse e spese di esercizio, "ma senza alternative adeguate dal sistema di trasporto pubblico e del car sharing", spiega la Fondazione, "le famiglie vedono crescere la spesa per muoversi".

Stando alla ricerca, ogni spostamento urbano costa mediamente 4,5 euro in scooter sharing, 7,2 euro con un'auto condivisa e 11,9 euro in taxi: un esborso elevato se confrontato a quello del trasportopubblico (bus/metropolitana), pari a 1,5 euro. 

Significativo anche il peso delle inefficienze del sistema mobilità che producono costi indiretti i quali a loro volta si ripercuoto ulteriormente sulle famiglie. Stando ai ricercatori della Fondazione Caracciolo, per esempio, "se taxi e scooter sharing sono i più rapidi per muoversi in città (la velocità media in entrambi i casi è di circa 19 chilometro orari), il car sharing sconta una perdita di competitività nella ricerca di parcheggio, che può arrivare a superare il 30% del tempo complessivo di viaggio, mentre il mezzo pubblico è penalizzato da un'attesa media alla fermata di 20 minuti".

Più di 8mila chilometri: vince il mezzo privato

La ricerca ha quindi messo a confronto costi di spostamento tra chi si muove esclusivamente con l'auto di proprietà e chi invece utilizza più mezzi di trasporto (autobus, veicoli in sharing e a noleggio e taxi). Il risultato evidenzia che l'automobile privata è la soluzione meno cara solo per chi percorre più di 8mila chilometri ogni anno sia in città che in ambito extraurbano.

La sharing mobility però potrebbe essere più conveniente: il fattore chiave, secondo la Fondazione, è l'adozione di adeguate politiche pubbliche. : stando allo studio, "in uno scenario futuro di promozione della mobilità sostenibile, a fronte della riduzione dei costi di car sharing di almeno il 15% (legata alla minore perdita di tempo per la disponibilità di parcheggi riservati) e all'abbattimento del 10% della durata delle corse in taxi (grazie a un aumento delle corsie preferenziali o alla riduzione della congestione), le alternative all'auto privata risulterebbero più convenienti per una percorrenza complessiva annuale inferiore a 11mila chilometri.

Servono politiche adeguate

In conclusione: con i benefici derivanti dalle suddette politiche pubbliche, il ricorso alla mobilità condivisa farebbe risparmiare alle famiglie ogni anno tra i 390 e i 935 euro rispetto all'auto propria.
“La convivenza fra i vecchi e nuovi abitanti delle strade", sottolinea Giuseppina Fusco, presidente della Fondazione Filippo Caracciolo e vice presidente dell'Automobile Club d'Italia, "dovrà essere accompagnata da un'equilibrata regolamentazione da parte del legislatore nazionale e delle amministrazioni locali, chiamati oggi, più che mai, ad uno sforzo straordinario teso a ricreare le nuove basi della mobilità post Covid".

"La capacità di rinnovare in chiave tecnologica il trasporto pubblico", aggiunge il presidente della Fondazione, "rendendolo sempre più connesso e facendolo convivere in modo sinergico con soluzioni su misura di trasporto privato e in sharing, rappresenta la vera sfida per rendere le nostre città moderne metropoli, in grado di soddisfare esigenze di spostamento sempre più flessibili, con soluzioni che risultino al tempo stesso sostenibili, accessibili e sicure”.

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