Ultimo aggiornamento  14 aprile 2021 18:22

Volkswagen: la strategia suv funziona.

Felipe Munoz ·

La domanda dipende dell’offerta, e viceversa. Questo principio base del capitalismo si adatta alla strategia messa in campo in questi anni dal gruppo Volkswagen nel segmento dei suv, nel quale i tedeschi sono passati da un ruolo marginale a quello di uno dei leader a livello globale.

Volkswagen e i suoi brand avevano una presenza ridotta nel segmento delle ruote alte quando queste auto hanno iniziato a guadagnare quote di mercato significative al di fuori dagli Stati Uniti. Quindici anni fa - quando il gruppo si concentrava su auto compatte e berline in Europa, Brasile e Cina - le uniche opzioni disponibili erano Volkswagen Touareg, Audi Q7, Porsche Cayenne. Nel 2005 le vendite globali di suv del marchio hanno raggiunto appena le 110mila unità, ovvero il 2% del totale.

La situazione è cambiata e visto che il cliente ha sempre ragione, oggi queste auto spingono i mercati globali. L’anno scorso, il gruppo di Wolfsburg ha venduto quasi 3.5 milioni di auto a ruote alte, il 32% del totale. Il lancio di modelli più economici e più adatti alle condizioni di ogni mercato ha permesso al costruttore tedesco di diventare il secondo più grande nel segmento, alle spalle dell’alleanza Renault-Nissan.

40 opzioni

Ma la sfida per la leadership non è certo finita. A testimoniarlo il recente lancio della Volkswagen Thaos in America, della Volkswagen ID.4 in Cina, Usa ed Europa, ma anche quelli della Volkswagen Nivus, Skoda Enyaq, Cupra Formentor e Audi E-Tron Sportback. A ottobre 2020 erano disponibili 40 modelli di sport utility vehicles diversi a livello globale, rispetto i 31 modelli venduti da Renault-Nissan.

Fortunatamente per gli investitori, la strategia rende risultati positivi. La presenza del gruppo si consolida o aumenta in quasi tutti i mercati. È il caso dell’Europa, dove Volkswagen è stato il gruppo automobilistico con l’aumento più grande di quota mercato, salita dal 24.4% tra gennaio e settembre 2019 al 25.4% nello stesso periodo di questo anno. Una crescita che si è notata - sempre grazie ai suv - anche in Brasile e negli Stati Uniti d'America. 

Rimane un dubbio di fondo: con l'aumento della "dipendenza" da suv, cresceranno anche le emissioni media di CO2 o la svolta elettrica riuscirà comunque a mantenere la situazione in equilibrio?

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