Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 13:24

Opel Speedster, Lotus alla tedesca.

Massimo Tiberi ·

Scomparso nel 1982 Colin Chapman, “the genius” fondatore della factory britannica, la Lotus vede aggravarsi via via la sua situazione economico-finanziaria fino all’acquisizione, nel 1986, da parte della General Motors. Dalle sinergie, che in parte resteranno anche dopo il passaggio di proprietà a Romano Artioli nel 1993, viene investito tra l’altro un marchio tradizionalmente dedicato alle auto familiari come la Opel e nascono vetture imprevedibili per il marchio tedesco.

Tra il 1990 e il 1994 viene prodotta una versione della tranquilla berlinona Omega capace di sfoderare, dopo la “cura”, addirittura 380 cavalli e, nel 1999, viene presentato al Salone di Ginevra il prototipo di una roadster che arriverà sul mercato nel 2001 come Opel Speedster (Vauxhall  VX220 per la Gran Bretagna).

Look aggressivo

Compatta e bassissima (lunga 3,78 metri e alta 1,12), dalle forme squadrate e oltremodo aggressive, con tettuccio rimovibile e due posti “secchi” (nel vero senso della parola considerando l’essenzialità dei sedili), la vettura, con carrozzeria in materiali compositi, utilizza come base il raffinato telaio in alluminio ed altri elementi della Lotus Elise. Costruita nella fabbrica di Ethel come la “cugina” inglese, la Speedster ne ricalca la filosofia votata alla leggerezza e alla personalità di stampo agonistico, limitando il peso intorno agli 800 chilogrammi e con una impostazione tecnica che guarda alla pista.

Il motore, quattro cilindri bialbero 16 valvole Opel di 2,2 litri e cambio a cinque marce, è sistemato in posizione posteriore-centrale e le sospensioni sono a quattro ruote indipendenti con schema sportivo, mentre freni e sterzo sono privi di servoassistenza ma non manca l’Abs e optional la radio.

Prestazioni da pista

L’allestimento dell’abitacolo è ridotto all’osso, con rivestimenti appena accennati e molto metallo piacevolmente in vista. Inutile parlare di accessori o di comfort: ma tutto ciò che riguarda la guida è al posto giusto. E la guida appaga i puristi con la precisione estrema del comportamento e prestazioni esaltanti: i 147 cavalli disponibili sono sufficienti a far toccare i 225 chilometri orari e bastano 5,5 secondi per passare da 0 a 100. Nel 2003 arriva un due litri turbo da 200 cavalli e la Speedster esagera con punte superiori ai 240 e meno di 5 secondi nello 0-100, a sottolineare ulteriormente le qualità di un telaio capace di assecondare un temperamento da supercar.

Venduta a prezzi superiori ai 30mila euro, al livello di un’Alfa Romeo Brera, questa Opel “fuori ruolo” ottiene un discreto successo commerciale, considerandone l’esclusività, con circa 8mila unità vendute in cinque anni.

Non ci saranno eredi dirette ma nel 2007 la casa tedesca tornerà sul tema con la roadster battezzata semplicemente GT, derivata dalla americana Pontiac Solstice.

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