Ultimo aggiornamento  16 gennaio 2021 06:30

Mercedes e Bosch, caccia alle emissioni.

Angelo Berchicci ·

E’ più o meno di dominio comune che le attuali automobili a motore endotermico abbiano fatto passi da gigante sul piano delle emissioni rispetto a pochi anni fa. Ma quanto inquina effettivamente nell'utilizzo su strada una vettura di ultima generazione? E sarà vero che i propulsori diesel sono meno puliti di quelli a benzina?

Per rispondere dati alla mano, Mercedes e Bosch hanno organizzato una sessione di test a Torino, Milano e Roma, misurando le emissioni inquinanti di tre vetture Euro 6d, una a diesel, una a benzina e una diesel ibrida plug-in, in condizioni reali di marcia. 

Prove su strada obbligatorie 

In gergo tecnico si chiamano test RDE (Real Driving Emissions) e si tratta delle prove su strada alle quali tutte le nuove auto vengono sottoposte per misurare gli inquinanti emessi durante la guida. Questi test sono condotti con l’ausilio del PEMS (Portable Emission Measurement System), un dispositivo montato a bordo dell’auto che analizza ossidi di azoto (NOx) e numero particelle di particolato (PN). I test RDE sono stati resi obbligatori a partire dallo standard Euro 6 d-Temp del 2017, e hanno affiancato quelli in laboratorio condotti secondo il ciclo Wltp.

Per garantire l’imparzialità del risultato, Mercedes e Bosch hanno affidato la conduzione del test RDE a un'azienda terza: CSI, società del gruppo IMQ e unico test centre italiano autorizzato da Euro NCAP e da Green NCAP. Le vetture scelte per la prova sono state una Classe A 200 d, equipaggiata con un propulsore Diesel 2.0 da 150 cavalli, una Classe B 160, con motore 1.3 benzina da 109 cavalli e una Classe C 300 de Eq-Power, alimentata da un 2.0 diesel plug-in con una potenza di sistema di 306 cavalli (e potenza massima di 194 cavalli per il motore termico).

I risultati 

A Torino i test sono stati condotti in condizioni equivalenti a quelle omologative, quindi con un percorso di circa 90 minuti su strade urbane, extraurbane e autostrade, mentre a Milano e Roma le prove si sono svolte in contesti esclusivamente urbani. In tutti e tre i casi le vetture sono risultate ampiamente al di sotto dei limiti consentiti, a prescindere dall’alimentazione.

Salta all’occhio anche il fatto che le emissioni di benzina, diesel e ibrido siano del tutto paragonabili. La vettura a gasolio ha evidenziato le emissioni più basse in assoluto per quanto riguarda il particolato. Tuttavia Mercedes e Bosch hanno dichiarato che durante questa sessione di test il Fap non si è mai rigenerato, ma anche in tal caso, assicurano le due aziende, le emissioni rientrerebbero all’interno dei limiti stabiliti dalle normative europee.  

Una fase di transizione

Infine, una curiosità: in determinate occasioni, ad esempio all’interno di gallerie o dietro mezzi pesanti, l’aria aspirata dalle vetture ha evidenziato una massa di particolato fino a 2mila volte superiore rispetto a quella emessa allo scarico. Un dato che deve far riflettere sul reale impatto dei motori endotermici Euro 6d e sull'efficienza dei moderni sistemi anti-inquinamento, come i filtri anti-particolato e i catalizzatori SCR ad iniezione di urea.  

Se infatti il futuro prossimo parla di decarbonizzazione completa del settore trasporti, secondo Bosch e Mercedes quello imminente ci pone davanti a una fase di transizione, in cui l’elettrificazione avrà un ruolo crescente, ma la mobilità privata continuerà ad essere caratterizzata - ancora per parecchi anni - da un mix di motori tradizionali e soluzioni a zero emissioni. Fondamentale, quindi, continuare a investire nei primi in modo da ridurne l’impatto ambientale.  

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