Ultimo aggiornamento  27 novembre 2020 06:18

A Daimler il 20% di Aston Martin.

Redazione ·

Daimler diventerà una delle maggiori azioniste di Aston Martin, aumentando la propria quota azionaria (attualmente al 2,6%) fino ad arrivare al 20% nel 2023. Per farlo il gruppo tedesco acquisterà una parte dei nuovi 250 milioni di titoli del marchio britannico del lusso che saranno presto messi in vendita al prezzo di 50 pence (circa 55 centesimi di euro) l’uno.

L’investimento di  Daimler – che dovrebbe aiutare Aston Martin a superare un biennio particolarmente difficile – costerà ai tedeschi complessivamente circa 412 milioni di euro.

Oltre all’aspetto economico, l’accordo prevede anche l’ampliamento della collaborazione tecnica fra i costruttori che esiste già dal 2013 e che consentirà ad Aston Martin l’accesso alla tecnologia di Mercedes in particolare per quanto riguarda i sistemi di trazione ibrida ed elettrica.

No all’acquisto

Da un punto di vista amministrativo, al termine della prima parte dell’operazione, Mercedes avrà il diritto di nominare un proprio rappresentante non esecutivo nel consiglio di amministrazione di Aston Martin. Già da agosto scorso il ceo dello storico marchio inglese è Tobias Moers, che in precedenza ricopriva lo stesso ruolo presso la divisione dedicata alle auto sportive di Stoccarda AMG.

Poche settimane fa il ceo di di Daimler Ola Kallenius ha smentito che il suo gruppo possa acquistare al 100% Aston Martin, confermando invece che la fornitura di tecnologia per le ibride ed elettriche a Gaydon aiuterà a generare migliori economie di scala.

Tempi duri

Aston Martin ha registrato nel terzo trimestre 2020 una perdita pari a 32 milioni di euro contro i circa 47,5 di profitto dello stesso periodo dell’anno precedente con i ricavi che si sono dimezzati fermandosi a 137 milioni di euro.

Il marchio inglese – che ha iniziato le consegne della Dbx, il suo primo suv – punta ad avere un flusso di cassa in crescita tra i 275 e i 330 milioni di euro dal 2021 al 2025 quando la produzione dovrebbe toccare le 10mila unità e l’utile raggiungere i 554 milioni.

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