Ultimo aggiornamento  28 novembre 2020 11:39

Amc Amx/3, un sogno italo-americano.

Elisa Malomo ·

Il markeplace di Facebook, sezione del social network dedicata all'acquisto e vendita online, è spesso corredato di annunci di automobili, da quelle d'epoca alle più moderne. Talvolta, si possono trovare dei pezzi di estrema rarità come è successo di recente con uno dei cinque esemplari pre-serie della Amc Amx/3 (1970), gran turismo realizzata mezzo secolo fa dalla American Motors Corporation in collaborazione con un grande nome italiano.

Della vendita non si conoscono i dettagli se non la cifra di 400mila dollari con cui l'auto è stata acquistata dal nuovo proprietario. Un prezzo molto inferiore al valore della vettura secondo le stime di mercato: quattro anni fa è stata valutata dalla casa d'aste Gooding & Company da 900mila a 1,8 milioni di dollari.

Cast internazionale

La genesi dell'Amx/3 coinvolge alcuni dei più grandi protagonisti della scena automotive mondiale. Tutto ha inizio quando, verso la fine degli anni sessanta, l'Amc decide di competere con le “Big Three” di Detroit (Ford, General Motors e Chrysler) e costruire una degna rivale delle Chevrolet Corvette e De Tomaso Pantera (1971-1993), gran turismo frutto della collaborazione fra l'omonimo costruttore modenese e Ford.

Ed è proprio con un'altra partnership italo-americana che la casa automobilistica avvia la nuova sfida. Il capo del design Amc Richard Teague vuole il meglio per il suo progetto e non può che guardare oltreoceano e scegliere il livornese Giotto Bizzarrini, al tempo già “padre” della celebre Ferrari 250 GTO e di altri grandi lavori realizzati per Lamborghini e Rivolta. Ai due nomi, va ad aggiungersi anche la firma di Bmw che mette la sua esperienza nella costruzione delle sospensioni e nella fase di collaudo finale.

Finale amaro

Progettata negli Usa da Amc e assemblata da Bizzarrini in Italia, la vettura prende velocemente forma. I prototipi realizzati utilizzano un motore V8 Amc da 6,3 litri posizionato centralmente e abbinato a un cambio meccanico a quattro velocità tutto italiano (Oto Melara). La potenza complessiva è di 390 cavalli.

Nei piani originari, la produzione è di 5mila auto l'anno che scende poi a 20 dopo una prima valutazione di fattibilità. Le normative americane sull'impiego di un nuovo tipo di paraurti e gli eccessivi costi di produzione frenano la produzione della vettura per poi mettere fine precocemente al progetto.

“By Bizzarrini”

Una rarità nella rarità. Dei cinque esemplari pre-serie, uno è marchiato “Amx/3 by Bizzarrini” sul retro del cofano motore. Ma il nome non è l'unico elemento a suggerirne la nazionalità: la livrea, a differenza degli altri pezzi, è tinteggiata di un rosso acceso, riconducibile a quello tipico di Maranello, e il collaudo avviene sul celebre circuito di Monza.

La vettura, sebbene sia visibilmente fregiata della firma dell'autore, passa alla storia come “Amx/3 Monza”. Sulla pista brianzola, infatti, la gran turismo effettua i test di aerodinamicità, stabilità e massime prestazioni raggiungendo i 270 chilometri orari di velocità massima.

Alla sessione, oltre l'ingegnere italiano, partecipano anche tecnici di Bmw che in un rapporto evidenziano la rigidità del telaio, superiore del 50% rispetto a un modello Mercedes-Benz di riferimento, e alcune migliorie che avrebbero fatto dell'auto “un concorrente a livello mondiale delle migliori supercar a motore centrale del suo tempo".

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