Ultimo aggiornamento  09 dicembre 2021 09:13

Vanwall, la serie che replica il mito inglese.

Elisa Malomo ·

Il mito di Vanwall, scuderia britannica di Formula 1 attiva negli anni '50, torna in vita grazie a sei repliche della VW 5, monoposto che vinse il primo Mondiale Costruttori del 1958 guidata da Stirling Moss.

Pezzi da collezione e da pista

Il progetto sarà realizzato dalla società di ingegneria automobilistica Hall & Hall nel Lincolnshire (Regno Unito) con l'obiettivo di celebrare il successo dello storico marchio. Ciascuna auto sarà costruita interamente a mano a partire dai disegni originali dell'epoca. Le sei repliche, nella loro forma definitiva, saranno dotate di un motore quattro cilindri da 2,5 litri in grado di erogare 270 cavalli.

Cinque di queste saranno acquistate da facoltosi acquirenti per circa 1,8 milioni euro (tasse escluse), la sesta, invece, entrerà a far parte della Vanwall Historic Racing Team. Il manager dell'omonimo gruppo ed ex campione di motonautica Iain Sanderson fa sapere che la prima vettura della serie dovrebbe essere consegnata nel 2022. 

Il rapporto con Ferrari

La storia della Vanwall era già scritta ancor prima di scendere in pista. Sul finire degli anni quaranta, Tony Vandervell, produttore e fornitore di bronzine per la scuderia di Maranello, inizia a lavorare sul telaio di una Ferrari 125 acquistata al termine del secondo conflitto mondiale e poi su quello della 375 F1 con la prospettiva di realizzare una valida vettura da competizione. L'auto, con un assetto completamente modificato, partecipa nel 1949 alla Formula Libera come “Thinwall Special” facendo andare su tutte le furie Enzo Ferrari che non gradisce l'impiego sportivo delle sue creazioni sotto altro nome.

Dopo due anni di sperimentazioni e collaudi, il manager fonderà una scuderia tutta sua con sede a Londra, entrando a pieno titolo nella storia della massima serie del motorsport.

Grandi nomi

Ma sono altri due i nomi con cui la Vanwall ferma – seppur momentaneamente – l'egemonia italiana nelle corse degli anni cinquanta. Adattato il motore alle normative entrate in vigore nel 1955, Vandervell realizza che la chiave per accaparrarsi le prime vittorie importanti è un nuovo telaio. Assume così un designer emergente che sarebbe poi entrato nella storia dell'automobilismo con la fondazione della Lotus (7 titoli mondiali): si chiama Colin Chapman. Al suo prezioso contributo si aggiunge poi, nel 1957, quello del pilota Stirling Moss che, dopo una serie di vittorie fra cui il Gp di Gran Bretagna dello stesso anno, vince il primo Mondiale Costruttori del 1958, mancando per un solo punto il titolo iridato.

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