Ultimo aggiornamento  30 novembre 2020 15:26

Manley: per il Covid l’auto ha perso 100 miliardi.

Paolo Borgognone ·

Il settore auto in Europa ha perso, nei soli primi sei mesi dell’anno, 100 miliardi di euro con la mancata produzione di 3,6 milioni di esemplari, a causa delle chiusure delle fabbriche dovute alla pandemia di Covid-19. Si tratta del 20% delle vetture prodotte del 2019 e la previsione è di registrare a fine anno un calo complessivo di circa il 25% nelle immatricolazioni, il più pesante crollo di sempre. Anche a livello mondiale la situazione non è migliore con una diminuzione della domanda che potrebbe arrivare al 21%. Per rovesciare questa situazione serve immediatamente uno stimolo al mercato, soprattutto per i veicoli a basse o zero emissioni.

Questi i passaggi più importanti di un discorso - tenuto in videoconferenza - ai membri dell’associazione europea dei costruttori da Mike Manley, ceo di Fca e presidente Acea.

Manley ha lanciato un appello ai politici – sia a livello comunitario che nei vari Paesi dell’Unione – affinché utilizzino i fondi del Recovery Plan traducendoli in “misure di sostegno concreto come schemi di rinnovo delle flotte, con particolare riguardo alle vetture più amiche dell’ambiente. Dobbiamo lavorare insieme per assicurare che l'ecosistema dell'auto nell'Ue, che occupa oltre 14,6 milioni di persone possa sopravvivere, riprendersi e prosperare”.

Per il manager inglese va ricordato che “una ripresa del nostro settore potrà contribuire a sollevare l'intera economia. Un passo necessario ovunque, ma soprattutto in quei Paesi più colpiti dalla crisi”.

L’impegno dei costruttori

“La posta in gioco – ha detto ancora Manley – è estremamente alta. Per noi costruttori la priorità numero uno è far ripartire il mercato e permettere alla produzione di tornare a livelli normali, preservando i posti di lavoro”.

“Le case automobilistiche – ha continuato - hanno già dedicato una larga parte del bilancio annuale destinato a ricerca e sviluppo – circa 61 miliardi di euro - alla decarbonizzazione, investendo pesantemente in tecnologie a bassa emissione per sostenere il progetto europeo di una mobilità 100% green nel 2050. I target ambiziosi fissati dalla Commissione di Bruxelles richiedono ora enormi investimenti aggiuntivi in questo momento già difficile”.

Ma tutti gli sforzi dei produttori risulterebbero vani senza “una vasta rete di punti di ricarica che sia diffusa capillarmente in tutto il continente”  a cui va affiancata “una robusta politica di incentivazione”, ha concluso Manley.

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