Ultimo aggiornamento  25 ottobre 2021 10:17

Il comune di Asti al lavoro su una nuova mobilità.

Marina Fanara ·

Parte da un confronto tra Comune, cittadini, imprenditori e associazioni il nuovo piano per cambiare la mobilità ad Asti. Un programma che, come ci spiega il sindaco Maurizio Rasero, "è rimasto bloccato per mesi, a causa dell' emergenza coronavirus. Ora stiamo ricomponendo le fila partendo proprio dal dialogo con il territorio". Il primo incontro si è  tenuto lo scorso 22 settembre: in questa sede sono state poste le basi per l'istituzione del tavolo sulla mobilità sostenibile e si sono definiti gli obiettivi, le modalità di lavoro, i soggetti da coinvolgere.
"L'avvio del tavolo è il primo passo per rendere il tema della mobilità sostenibile davvero partecipato", sottolinea il sindaco, "siamo convinti che solo con la partecipazione di tutti i cittadini si possano ottenere risultati importanti per la collettività. La nostra Amministrazione ha sempre promosso questa forma di partecipazione anche attraverso il confronto diretto".

Stop ai ritardi

Nel frattempo, il Comune cerca di recuperare il tempo perduto, sempre a causa del Covid-19, per l'approvazione del nuovo "Pgtu", il Piano generale del traffico urbano, adottato lo scorso luglio in Giunta e che a breve sarà sottoposto al vaglio del Consiglio prima del varo definitivo. "Si tratta di un tassello importante per spingere i nostri cittadini a cambiare abitudini di spostamento, partendo da modifiche della viabilità nelle aree del centro".

Il progetto prevede un ampliamento delle aree pedonali dal 20 al 30%, 20 punti percentuali di estensione in più anche per la Ztl che andrà ad occupare il 70% del centro storico (ora siamo al 50%). "Questo", dice il sindaco Rasero, "pone i presupposti per un radicale cambiamento. Il nostro obiettivo è garantire ai cittadini di poter arrivare agevolmente in prossimità del centro per poi proseguire però a piedi o in bicicletta fino alla destinazione finale".

In poche parole, niente più auto ammassate davanti ai negozi del centro storico, anche perché  Asti, ci tiene a chiarire il sindaco, è una città che offre una buona qualità della vita, ha solo 75mila abitanti e dimensioni contenute: si può attraversare tranquillamente a piedi. 

Trasporto pubblico rivisto e corretto

"Noi comunque predisporremo dei parcheggi nei punti di accesso al cuore della città, così come intendiamo riorganizzare radicalmente il trasporto pubblico. L'idea è creare una sorta di circolare intorno al centro storico servita da mezzi elettrici che viaggeranno a una frequenza inferiore ai 15 minuti rispetto agli attuali 35/40 in modo da rendere il servizio competitivo e rispettoso dell'ambiente".

Quanto alle risorse, al Comune è stato appena assegnato un fondo di 6 milioni di euro da parte del governo proprio per l'acquisto di nuovi autobus ecologici, "è l'occasione, quindi, per rivedere completamente il servizio", ribadisce Rasero.

Spinta all'elettrico

Ma l'elettrico nei piani del Comune piemontese riguarda anche l'auto. "Non possiamo eliminare il mezzo privato ma vogliamo cambiarne le modalità d'uso e soprattutto l'impatto", sottolinea il sindaco di Asti, "purtroppo su questo capitolo siamo rimasti indietro e oggi contiamo pochi veicoli a batteria nel nostro territorio. Certo, per quanto riguarda l'uso del mezzo privato, dobbiamo fare un notevole sforzo culturale, ma dobbiamo anche favorire il cambiamento offrendo ai cittadini alternative appetibili per gli spostamenti urbani e favorendo l'uso di auto pulite per le circostanze in cui non si può fare a memo di una vettura".

L'esempio lo ha iniziato a dare proprio il Comune, a cominciare al sindaco che viaggia in auto elettrica, mentre di recente sono stati acquistati 4 veicoli a batteria per i servizi dell'Amministrazione. Ma il salto di qualità sono le infrastrutture. "Abbiamo appena installato la prima colonnina",  dice il primo cittadino, "a breve ne saranno attivate altre 13 nelle zone più strategiche della città, ognuna con 2 spine per un totale di 26 punti elettrici. Abbiamo anche predisposto , per i prossimi mesi, un ulteriore lotto di stazioni di ricarica in modo da servire l'intero territorio e invogliare i cittadini a scegliere un'auto pulita". 

Poche bici, via alle ciclabili

Quanto alle biciclette "altro capitolo su cui registriamo un forte ritardo", specifica il sindaco, ci sono in programma infrastrutture e 'avvio dello sharing. "Il nuovo Piano urbano del traffico prevede la realizzazione di una capillare rete di ciclabili cittadine cosiddette temporanee, delimitate dalla sola segnaletica, che ricaveremo da alcune strade attualmente a doppia corsia che diventeranno a senso unico per fare posto alle biciclette".

Parliamo di sharing mobility: "Attualmente ad Asti non esiste", dichiara Rasera, "proprio in questi giorni stiamo predisponendo il bando per individuare possibili operatori di bici e auto condivisa". I monopattini? "Al momento prendiamo le distanze almeno per due motivi: allo stato attuale, con norme poco chiare, li riteniamo pericolosi anche in termini di decoro urbano. Vanno prima disciplinate le regole di comportamento e quelle per la sosta dei dispostivi e poi ne riparleremo".A proposito di sicurezza: "La maggior parte degli incidenti ad Asti sono provocati dall'alta velocità: abbiamo individuato le strade sulle quali si tende a spingere troppo l'acceleratore a danno soprattutto dei pedoni, in particolare anziani. In programma nuove zone 30, rialzi pedonali, attraversamenti illuminati e quando lo permetteranno le norme, siamo favorevoli anche ad installare gli autovelox in città, non per fare cassa, ma per la sicurezza di tutti".

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