Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:19

Volvo: “Lavoriamo per azzerare gli incidenti".

Edoardo Nastri ·

“Continuiamo a sviluppare sistemi di sicurezza con l’obiettivo di azzerare gli incidenti in un prossimo futuro”. Malin Ekholm, resposabile del Volvo Cars Safety Centre, il dipartimento del costruttore svedese dedicato alla sicurezza stradale, spiega in collegamento da Goteborg (nell'ambito del panel Volvo Studio Talk) il futuro prossimo del marchio che sul tema è partito da lontano, grazie all’invenzione della cintura a tre punti con Volvo ha salvato più di un milione di vite in 61 anni

E’ il 1959 quando il tecnico Nils Bohlin inventa la cintura di sicurezza. Il primo modello del marchio ad esserne equipaggiato è stata la PV544 e la scelta del costruttore svedese è stata quella di non brevettare il dispositivo di sicurezza per poter permettere a tutti di utilizzarlo liberamente, facendo di un bene privato un tesoro per la collettività.

Quattro progetti per salvare altre vite

“Le nostre auto oggi sono infinitamente più sicure di un tempo, ma non è ancora abbastanza. Il nostro ruolo ci impone di cercare continuamente soluzioni innovative per abbattere giorno dopo giorno il numero degli incidenti sulle strade”, continua Malin Ekholm.

Su questo tema sono quattro i progetti a cui attualmente lavora Volvo: dare un tetto alla velocità massima dei veicoli (fissata quest’anno a 180 chilometri orari), sviluppare sistemi di assistenza alla guida per arrivare alla completa guida autonoma in autostrada, installare telecamere nell’abitacolo che consentiranno all'auto di intervenire qualora un guidatore alterato o distratto rischi lesioni gravi o decesso ed equipaggiare tutti i modelli con la Car Key, grazie alla quale è possibile impostare una velocità massima all'auto in caso di prestito della stessa.

“Grazie a queste tecnologie abbiamo intenzione di salvare almeno un altro milione di vite. Abbiamo anche lanciato diverse campagne di sensibilizzazione, i nostri testimonial sono tutti sopravvissuti a incidenti stradali, salvi grazie alla cintura o ad altri dispositivi di sicurezza, che hanno voglia di raccontare le loro storie a giovani, neopatentati e automobilisti del futuro. L’educazione degli automobilisti è fondamentale”.

Testimonianze di sicurezza stradale

Durante il panel sono intervenuti diversi attori di progetti legati alla sicurezza stradale che svolgono la loro attività in tutto il mondo. Come Hövding, società che ha inventato il primo casco con airbag integrato per chi va in bicicletta, oppure Pawel Kurpiewski, che illustra sui suoi canali social tutti i dispositivi di sicurezza per bambini in automobile e ne spiega la corretta installazione, oppure come Mie Shimizu, psicologa dell’infanzia, che l’anno scorso ha avviato un corso negli asili che parla di rispetto delle regole e sicurezza stradale.

Per l’Italia è intervenuta Federica Deledda, vice questore della Polizia di Stato italiana e dirigente della Polizia Stradale di Cremona, che ha raccontato il progetto Icaro, una campagna di sicurezza stradale nata nel 2001 per diffondere tra i giovani la cultura della sicurezza su strada. 

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