Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:11

Renault, l'era de Meo si apre con l'elettrico.

Angelo Berchicci ·

Se è vero che i gesti valgono più di mille parole, non sarà un caso che la prima apparizione pubblica di Luca de Meo da nuovo amministratore delegato di Renault avvenga per presentare le ultime novità elettriche del brand. Un ruolo chiave quello delle vetture a batteria nella strategia del gruppo francese, così come fondamentale è la concept Mégane eVision, che anticipa la compatta a zero emissioni di Renault in vendita nel 2021 e porta al debutto la piattaforma CMF-EV, frutto dell’Alleanza con Nissan e Mitsubishi. Spazio anche alla low cost a batteria Dacia Spring, mostrata in veste definitiva.

"Rientreremo nei limiti sulle emissioni"

A elencare le virtù elettriche di Renault c’è un Luca de Meo che mostra di trovarsi subito a suo agio nel  nuovo incarico: “Abbiamo la gamma a batteria più grande d’Europa, e la Zoe nel 2019 è stato il veicolo elettrico più venduto al mondo dopo la Tesla Model 3, nonché la più gettonata nel vecchio continente. E grazie a un’offerta elettrica già ben articolata, crediamo che nel 2020 riusciremo a rispettare gli obblighi imposti dalla normativa europea sulle emissioni di CO2”.

De Meo alza poi l'asticella: “Non abbiamo intenzione di fermarci e puntiamo a ridurre del 50% entro il 2030 il nostro impatto ambientale, per raggiungere la neutralità climatica nel 2050. Per farlo saranno fondamentali i modelli a batteria che si rivolgono a un pubblico di massa, come quelli che presentiamo oggi”.

"Questa Mégane reinventa il segmento"

“A volte la storia è un susseguirsi di eventi che ritornano”, commenta il manager italiano, alludendo alla sua precedente esperienza in Renault, durante la quale aveva assistito al lancio della prima generazione di Mégane nel 1995. “Grazie a quella vettura disegnata da Patrick le Quément, Renault riuscì a lasciarsi alle spalle una congiuntura difficile. Oggi il compito di portare il costruttore fuori da una delle peggiori crisi a livello globale, quella innescata dalla pandemia, viene affidato ancora una volta a una berlina di segmento C – reinventandolo – che porta il nome della Mégane”.

Da questa concept dalle linee definite da lui "futuristiche", nel 2021 deriva il modello di serie che, secondo de Meo, condividerà con il prototipo il 95% delle componenti. Della Mégane eVision rimarrà dunque tutto o quasi: il formato di carrozzeria (berlina compatta), l’impronta stilistica, evoluta da quella della precedente concept Morphoz, le dimensioni esterne (attorno ai 4,2 metri) e soprattutto il nuovo pianale CMF-EV, costruito appositamente da Nissan e Renault per ospitare modelli con alimentazione elettrica.

Si tratta quindi di una piattaforma dedicata (come la MEB di Volkswagen), che si caratterizza per il vano motore particolarmente compatto, per il notevole passo con sbalzi ridotti e ruote posizionate ai quattro estremi della carrozzeria, così da massimizzare lo spazio a bordo. Secondo de Meo, infatti, la Mégane eVision offre un’abitabilità tipica di una vettura di segmento C, nonostante queste ultime siano tra i 15 e i 30 centimetri più lunghe.

Un pianale dedicato

L’accumulatore, uno dei più sottili sul mercato, è alloggiato nel fondo della vettura e ha una capacità di 60 chilowattora, mentre il caricatore di bordo è compatibile anche con la corrente continua (fino a 130 chilowatt), in modo da assicurare tempi di ricarica minimi.

Come per la MEB, la CMF-EV è una piattaforma modulare che in futuro verrà usata per un’intera famiglia di veicoli elettrici, compresi suv e vetture di grandi dimensioni. A differenza della Volkswagen ID.3, tuttavia, sulla Mégane eVision il motore e la trazione sono sull’asse anteriore (l’auto è mossa da un’unità elettrica da 217 cavalli e 300 newton metri di coppia, per un’accelerazione da 0 a 100 chilometri orari in meno di otto secondi).

La Dacia Spring in veste definitiva

Per l’occasione debutta anche la Dacia Spring, che porta l’alimentazione elettrica nel segmento low-cost e punta a diventare l’elettrica più economica d’Europa (i prezzi definitivi non sono ancora stati comunicati). L’autonomia di 225 chilometri (295 nello speciale ciclo Wltp city) è pensata per essere sufficiente in un utilizzo cittadino, così come il piccolo motore da 45 cavalli e 125 newton metri di coppia, alimentato da una batteria da 28,6 chilowatt ora.

La prima Dacia a batteria non rinuncia ad alcuni caratteri tipici del brand romeno, come la praticità data dalle cinque porte e dal bagaglio di 300 litri, racchiusi in una lunghezza di 3,73 metri. La vettura, una sorta di mini suv cittadino, farà il suo debutto sulle strade europee a inizio 2021 all’interno delle flotte di car sharing dell’azienda Zity, attiva a Madrid e Parigi. I clienti privati potranno ordinare la piccola Dacia a partire dall’estate del prossimo anno, con consegne che partiranno nell’autunno 2021.  

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