Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:12

The Who, tra chitarre e auto distrutte.

Linda Capecci ·

Il 13 ottobre 1965 gli Who registravano "My Generation", singolo che occupa l'undicesimo posto nella classifica delle migliori canzoni di sempre secondo la rivista Rolling Stone. Molto più di un semplice brano: grazie al grandioso giro di basso di John Entwistle diventa un vero e proprio manifesto della cultura Mod, come le Vespe e le Lambrette che popolano "Quadrophenia"(1979), il film di Franc Roddam prodotto dalla rock band inglese. Ma se le due ruote italiane sono emblematiche per gli Who, le automobili non sono da meno.

Keith Moon, il batterista della band soprannominato "Moon the Loon", "Moon il pazzo", è stato protagonista di divertenti aneddoti a quattro ruote. Insomma, se Pete Townshend rompeva le chitarre, lui riservava lo stesso trattamento alle automobili.

I buffi incidenti di Moon

E' il 23 agosto 1967: il party in piscina organizzato per il batterista a Flint, in Michigan, durante una tappa di un tour diventa così caotico da richiedere l'intervento della polizia. Per schivare l'arresto, Moon, ubriaco e nudo, sale su un'auto parcheggiata lì vicino. La memoria degli invitati è annebbiata dall'alcol. Alcuni ricordano una Rolls-Royce, altri una Lincoln Continental. Ad ogni modo Moon tolse il freno a mano e l'auto finì in piscina. L'unica certezza secondo Roger Daltrey, voce del gruppo, è il conto salatissimo pagato dalla band: 50mila dollari di danni e il bando dagli hotel della catena. E non era la prima avventura acquatica al volante per Moon. Pare che una volta il percussionista si fosse fatto consegnare una preziosa Chrysler Wimbledon, degli anni '30, con l'intenzione di farla pagare alla band. Quando gli altri membri si rifiutarono, Moon in segno di disapprovazione decise di tuffarsi con la vettura in un laghetto ornamentale. 

Vita breve per la Ferrari 

E’ il 1972. Un pomeriggio d'estate Keith parcheggia la sua Ferrari Dino, comprata da appena un mese, e si ferma a bere birra nella periferia di Londra. Due ciclisti di passaggio lo notano e si fermano ad ammirare la vettura. Moon gli dà le chiavi, invitandoli a fare un giro. Poche centinaia di metri e l'improvvisato conducente non vede un cartello che segnala dei lavori in corso e perde il controllo della Ferrari. Completamente distrutta.

Iniziative benefiche 

Ma gli Who non si limitano alla trasgressione, la band si è fatta portavoce anche di molti messaggi positivi. Più di recente, nel 2016 Rolls-Royce ha lanciato "Inspired by British Music", una linea di automobili realizzata insieme alle leggende del rock i cui ricavati sono stati devoluti in beneficenza al Teenage Cancer Trust. Il frontman degli Who, Roger Daltrey - che in realtà all'apice del successo possedeva una Volvo P100 - è stato scelto come testimonial dal marchio inglese, e ha firmato due modelli di Rolls-Royce Wraith di cui ha scelto personalmente il design. Il primo corredato da dettagli identificativi degli Who, tra cui il logo della band "bullseye" e il famoso "swinging microphone" di Daltrey, inciso sulle portiere.

Per la sua seconda auto Daltrey ha collaborato con l'artista Mike McInnerney, autore della copertina di "Tommy", uno degli album più rappresentativi della band. La vettura trae ispirazione proprio dalla copertina del disco.

Oggi, a 76 anni, Daltrey non ha ancora smesso di esibirsi, e continua ad essere attivo anche sul fronte della beneficenza, in particolare nella lotta contro il cancro.

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