Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 14:03

CO2, i costruttori centrano l’obiettivo europeo.

Redazione ·

Le auto elettriche sono sul punto di triplicare le vendite in Europa, grazie anche a una generalizzata politica di incentivi messa in campo dai governi per aiutare il settore a uscire dalla crisi provocata dalla pandemia. Con le vetture a batteria che potrebbero occupare, nel 2020, il 10% del mercato continentale (per poi toccare il 15% nel 2021, nel 2019 erano appena al 3%), molti marchi e gruppi hanno giù centrato l’obiettivo di riduzione a 95 grammi per chilometro di media delle emissioni delle proprie vetture, fissato da Bruxelles. Altri sono sul punto di farlo, secondo uno studio di Transport & Environment, il gruppo internazionale che si occupa di promuovere a livello europeo la politica di contrasto alle emissioni nei trasporti.

Chi è a posto

Tra i costruttori che hanno già messo al sicuro il risultato - oltre a Tesla che produce ovviamente soltanto auto elettriche, e che “condividerà" le emissioni con Fca, aiutando così il gruppo italo-americano a evitare la scure delle sanzioni dell’Unione europea - ci sono  Psa, Bmw e il marchio Volvo. Vicinissima anche Renault (a cui mancherebbero solo 2 grammi per raggiungere la soglia richiesta) così come i giapponesi di Toyota, Nissan e Mazda e Ford, tutti a un passo dal soddisfare le richieste di Bruxelles.

Leggermente più lontane altre Case come Volkswagen (-5 grammi dal risultato ottimale), Hyundai-Kia (rispettivamente -7 e -3 grammi) Daimler (-9) e Jaguar Land Rover (-13). Per tutte la soluzione – oltre quella di mettere in vendita nuovi modelli anche ibridi plug-in come nel caso di Daimler – potrebbe essere proprio il pooling, ovvero la condivisione di emissioni con altri costruttori.

Sforzi da non disperdere

L’impennata nelle vendite di auto a basso impatto ambientale ha già prodotto, nei primi sei mesi di quest’anno, un risultato notevole, il calo medio delle emissioni da 122 a 111 grammi, la discesa più vistosa dell’ultimo decennio.

L’ulteriore crescita del mercato delle elettriche previsto nel 2021 non deve però essere vanificato. Secondo Julia Poliscova – a capo del Transport & Environment – la mancanza di ulteriori obiettivi altrettanto stringenti fino al 2030 rischia di vanificare tutto. “I costruttori – ha detto – sono pronti a continuare la transizione verso l’elettrico ma servono obiettivi più coraggiosi per il 2025 e il 2030 o rischiano di vedere disperdere gli obiettivi centrati finora già a partire dal 2022”.

Il gruppo punta il dito in particolare sulla necessità di anticipare il divieto di messa in commercio dei motori ad alimentazione tradizionale - diesel, benzina, biogas, ma sono compresi anche gli ibridi - che dovrebbero "sparire dal mercato entro il 2035, o meglio ancora dal 2030 come proposto dalla California".

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