Ultimo aggiornamento  27 ottobre 2020 13:18

ACI: gli Adas evitano metà dei tamponamenti.

Redazione ·

La presenza a bordo di un’auto del sistema attivo di assistenza alla frenata riduce del 45% il rischio di tamponamento, di fatto evitando un sinistro su due. Il dato – riferito alle vetture immatricolate negli ultimi tre anni - è particolarmente significativo se si pensa che questo tipo di incidenti rappresentano circa un terzo del totale.

E’ questo il risultato di una ricerca della Fondazione Caracciolo, centro studi dell’Automobile Club d’Italia, in collaborazione con il Politecnico di Torino e Bosch, presentato in un evento online. 

La ricerca ha preso in considerazione un campione molto esteso di veicoli di più recente costruzione - circa 3 milioni, suddivisi al 50% tra quelli con o senza il sistema di assistenza alla frenata - che hanno compiuto complessivamente nel periodo in esame quasi 25 miliardi di chilometri.

Per parametrare i risultati ottenuti è stata utilizzata una metodologia sperimentale e innovativa che ha incrociato dati provenienti da diverse fonti: quelli del Pra per quanto riguarda i modelli coinvolti nella ricerca, il database ACI-Istat per la taratura degli incidenti e quelli delle scatole nere montate a bordo che hanno fornito con precisione i dati di percorrenza e che sono stati messi a disposizione da Unipol. I modelli presi in esame sono stati scelti in modo da garantire omogeneità e quindi significatività del campione.

Effetto positivo

La riduzione della "sinistrosità" – è stato spiegato dal professor Vito Mauro del Politecnico di Torino e membro del comitato scientifico della Fondazione Caracciolo – ovvero il numero di tamponamenti per ogni 10 milioni di chilometri percorsi, cala - in presenza dell’assistenza alla frenata - da 2 a poco più di 1.

Non solo: allargando la considerazione a tutti i sinistri si nota come la presenza di questo Adas a bordo influisca positivamente anche su quelle tipologie di incidenti che non dovrebbero rientrare direttamente nel suo campo di azione, come gli urti laterali, le uscite di strada, gli scontri frontali.  Anche questi calano, intorno al 13,5%.  “Un dato – ha spiegato Mauro – che annulla il cosiddetto 'effetto di compensazione', cioè quel comportamento inconscio per il quale un guidatore – contando su maggiori sistemi di sicurezza – aumenterebbe anche i rischi alla guida”.

L'importanza della tecnologia

In un video messaggio ai partecipanti, il presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani ha sottolineato ancora una volta “l’importanza dell’adozione sempre più massiccia di questi sistemi di sicurezza attiva su tutte le categorie di automobili. Una opportunità che porta con se più tranquillità quando si è a bordo e anche notevoli risparmi”. Sticchi Damiani ha anche sottolineato come gli Adas rivestano ormai un ruolo cruciale nelle valutazioni sulla sicurezza delle auto del consorzio Euro NCAP, "le cui prove ne confermano periodicamente l’utilità”.

La presidentessa della Fondazione Caracciolo, Giuseppina Fusco, ha sottolineato come “la tecnologia ha ormai un ruolo insostituibile nella lotta all’incidentalità stradale. Un argomento particolarmente valido oggi quando sappiamo con certezza di non essere riusciti a raggiungere gli obiettivi fissati dall’Unione europea per le riduzione del 50% dei morti sulle strade nel decennio che si sta concludendo. Per questo abbiamo voluto questo studio che mostra la strada da seguire che non può che essere quella di uno svecchiamento del parco circolante, troppo anziano nel nostro Paese. Le auto nuove sono evidentemente molto più sicure di quelle più vecchie e per questo dobbiamo lavorare tutti per avere in circolazione sempre più mezzi che tutelino maggiormente tutti gli utenti della strada”. 

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